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Peppe Bandolero

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“Quelli della B”, Peppe (Bandolero) Incorvaia: “Maurizio Schillaci era di un’altra categoria”

Bandolero, ecco come a Licata ed anche fuori, è conosciuto da molti. Fisioterapista e massaggiatore, uomo  di sport e aggregazione. Di prevenzione e risoluzione, era un collante tra i giocatori e la squadra. Tra tecnico e staff medico, un supporto su cui poggiava non poco: è Giuseppe Incorvaia.

E’ il gruppo che vince. Quando diventa squadra possono raggiungersi mete solo in precedenza sognate. Non solamente calciatori in campo ma, uomini dietro la scrivania e gente pronta con “la cura” giusta per risollevare dall’acciacco della domenica, dalla botta presa in allenamento e in quegli anni, la gamba non si tirava di certo indietro, probabilmente più di adesso. Le prendevi e le davi, sportivamente parlando. Era un calcio dove il contatto costituiva quasi normalità, la discrezionalità era ampia e non tutti i tocchi sull’avversario venivano puniti come fallo a favore. E per le botte, per guarirle si intende, c’era lui, Giuseppe Incorvaia. Chiamato Bandolero per via della radio, negli anni ottanta era voce di un programma radiofonico locale, metteva su sempre quel pezzo, Bandolero. Per i più quindi da allora, è Peppe Bandolero.

Professionista di riconosciuto valore, istruttore da decenni, stimato lavoratore in ambito sportivo. Arriva alla carica per il Licata calcio nella stagione 84-85 con Zeman in panchina, serie C2 vinta. Rimane al suo posto fino agli anni novanta. Rapporto intenso con il gruppo, custode di aneddoti ma anche curiosità e confidenze, soprattutto in quel Licata il fisioterapista era molto di più: curava i dettagli anche a tavola, era garante di disciplina, la squadra era fatta da gente molto seria e lui, ne era parte integrante.

“Sono stati anni ovviamente meravigliosi, essere fisioterapista e massaggiatore del Licata in B ha rappresentato molto per me, soprattutto perché è la squadra della mia città, ho tanti aneddoti che porto con me, ad esempio in ritiro a Genova eravamo nello stesso albergo della Sampdoria, quella grande squadra che vinse il campionato e fece la finale di Coppa dei Campioni in quegli anni, vedere accanto campioni grandissimi è ancora oggi emozionante. Altro evento significativo è senza dubbio il ritiro di Bologna, un incontro con grandi dirigenti del tempo ed il nostro straordinario presidente Franco Licata D’Andrea, venne candidato quale componente del direttivo di serie B, un qualcosa di eccezionale che diede lustro e prestigio a tutto l’ambiente”.

E Poi in Puglia nei mesi precedenti al mondiale italiano del 1990, alloggiamo nella stessa struttura della nazionale argentina per esempio che poi arrivò in finale perdendo contro la Germania, anni in cui Licata era tra le città più importanti della Sicilia assolutamente, quello della squadra di calcio fu un volano incredibile a cui si ricollegò uno sviluppo del territorio non indifferente”.

Per Giuseppe Incorvaia, i più forti in quel Licata erano Maurizio Schillaci e Pippo Romano.

“Schillaci di altra categoria, fenomenale, faceva cose incredibili col pallone, capitan Romano attaccante di enorme intelligenza calcistica e senso dello stare in campo ma tutti i ragazzi sono stati unici scrivendo una pagina di storia calcistica a Licata, difficilmente ripetibile anche se auguro naturalmente ogni fortuna alla squadra attuale”.

Vincenzo Montana

(Nella foto di copertina un giovanissimo Peppe Incorvaia con Zeman)

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