Politica
Palasport, Fabio Amato: “Tutti quelli che si vantano degli interventi odierni, dove sono stati in questi anni?”
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Scritto da
Redazione
Fabio Amato, capogruppo di Restart 5 Stelle, interviene sul palazzetto dello sport di Licata, ecco il testo integrale del comunicato stampa:
“È davvero singolare — per non dire sconcertante — quello che accade in questa città.
Assistiamo in questi giorni a una vera e propria corsa a intestarsi il Palazzetto dello Sport di Licata. Assessori, esponenti politici e forze di maggioranza che sostengono l’Amministrazione comunale si affannano in dichiarazioni, rincorrono comunicati stampa ed esprimono grande soddisfazione per gli ulteriori 80 mila euro destinati al completamento dell’opera.
Ma una domanda nasce spontanea: dove sono stati tutti in questi anni?
Parliamo delle stesse forze politiche che governano Licata da quasi quattro anni, che hanno avuto e continuano ad avere precise responsabilità amministrative e che oggi sembrano scoprire, d’improvviso, l’importanza strategica del Palazzetto dello Sport.
Eppure, la storia di quest’opera non comincia certo oggi.
Il finanziamento di quasi un milione di euro era stato annunciato già cinque anni fa dall’onorevole Angelo Cambiano, durante il suo incarico presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non si trattava di un intervento isolato: con un unico decreto vennero finanziate quattro importanti opere pubbliche per Licata — il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Dino Liotta, via Principe di Napoli e il Palazzo di Città — per un totale di circa cinque milioni di euro. Un’opportunità irripetibile per la riqualificazione e il rilancio della città.
I lavori del Palazzetto dello Sport vennero appaltati nel 2022. Da allora sono trascorsi quattro anni.
Da anni chiediamo che l’intervento venga monitorato con costanza, che si vigili sull’avanzamento dei cantieri e che la struttura venga finalmente restituita alla comunità e alle associazioni sportive.
Oggi scopriamo che per completarla occorrevano ulteriori risorse. La domanda, a questo punto, è inevitabile: perché queste somme non sono state individuate tre anni fa? Perché non si è intervenuti per tempo, anziché arrivare al 2026 a celebrare come una vittoria lo stanziamento di altri 80 mila euro?
Chi ha amministrato la città negli ultimi quattro anni dovrebbe spiegare perché un’opera finanziata da cinque anni e appaltata nel 2022 non sia ancora finita. Dovrebbe rendere conto delle iniziative assunte, delle criticità incontrate e, soprattutto, del perché si sia giunti soltanto oggi a reperire le risorse mancanti.
Invece di chiedere scusa alla cittadinanza per i ritardi accumulation, oggi si esulta. È questo il paradosso di Licata: si perdono di vista le priorità, si lasciano scivolare via gli anni e poi si tenta di trasformare in un successo politico ciò che è soltanto il recupero di un ritardo accumulato.
C’è poi un vizio di forma che sta diventando inaccettabile: quando arriva un finanziamento o si raggiunge un traguardo, sono tutti in prima fila a rivendicarne il merito; quando un’opera si arena o si accumulano ritardi, la colpa è sempre di qualcun altro. Non si può amministrare una città selezionando soltanto i successi e scaricando sistematicamente le responsabilità dei fallimenti.
Le opere pubbliche non si completano con i comunicati stampa né con le passerelle politiche. Si realizzano con la programmazione, il controllo di gestione, la competenza e la consapevolezza dei bisogni effettivi del territorio.
Il Palazzetto dello Sport è un presidio fondamentale per i giovani, per il mondo dello sport e per l’intera comunità. Avrebbe meritato ben altra attenzione ed efficienza.
Ben vengano, sia chiaro, gli ulteriori 80 mila euro: ogni risorsa destinata a Licata è preziosa. Ma non si può spacciare per un trionfo ciò che, a cinque anni dal finanziamento iniziale, rappresenta solo la rincorsa per terminare un cantiere aperto da fin troppo tempo.
Ai cittadini non interessano i primati d’incasso politico né le medaglie al petto. Interessano le certezze: quando potranno finalmente varcare la soglia del Palazzetto dello Sport?
E soprattutto, hanno il diritto di sapere che cosa ha fatto concretamente, in questi quattro anni, chi oggi corre a rivendicare il risultato. Perché amministrare significa farsi carico dei problemi, soprattutto quando le cose non vanno come dovrebbero”.
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