Quell’11 luglio 1943, un inferno per gli Alleati: a Licata viene affondata la nave Lst 158. La storia

Lo sbarco alleato

Prosegue, grazie alla storica Carmela Zangara, il nostro racconto dei giorni dello Sbarco Alleato a Licata. Ben 160.000 soldati Alleati sbarcarono, tra Pozzallo e Licata, la notte tra il 9 e 10 luglio del 1943, ma lo sbarco proseguì anche nei giorni successivi.

Carmela Zangara, grazie ad accurate ricerche, ed a testimonianze, sta ricostruendo quei giorni, scoprendo dettagli inediti. Ben 78 anni dopo lo Sbarco, la storia è ancora tutta da raccontare.

Vi proponiamo l’ultimo lavoro realizzato da Carmela Zangara. Non perdetevelo, emoziona.

Eccolo:

“Era spuntata l’alba dell’11 luglio 1943 ma non era si ancora del tutto sedato il rumore minaccioso della battaglia mentre sulle spiagge di  Mollarella-Poliscia, Torre di Gaffe, Falconara-Due Rocche, Poggio di Guardia e Playa continuava il brulicante sbarco di soldati americani,  carri armati, anfibi, materiale bellico, trasportato  dalle navi al largo  con i mezzi anfibi, i famosi Duwk  che giungevano a terra come in un continuo ripetuto assalto. Già Patton – dal suo quartier generale ancora a bordo del Monrovia – aveva eletto Licata come  testa di ponte  costiera e la città veniva invasa dall’ingente mole di materiale bellico della VII Armata Usa trasportato a terra dal Corpo speciale dei Seabees, le cosiddette api del mare, trasportatori ma anche guastatori che andavano avanti con le prime truppe di assalto sotto il fuoco e le bombe a far saltare i grovigli di filo spinato, le mine antiuomo, le trappole e infine costruttori di pontoni galleggianti, alloggi, ospedali da campo, piste di atterraggio e basi operative.

Quel giorno alcuni Seabees appartenenti al plotone “J” 1006 C.B (Construction Battalion) – formato da afroamericani, Corpo speciale all’avanguardia in Sicilia arrivato a Licata aggregato alla 2th divisione corazzata- navigavano  su un Dukw, vicino all’’LST 158 quando più o meno alle 8, 10 circa sei aerei – Ju 88 del I KG 76-  scortati da Me.Bf.109G del  III/JG 53 “Pik As  che a loro volta scortavano 20 Me.Bf 110 del  II/ ZG,  comparvero minacciosi scagliando il loro carico di bombe e centrando l’LST.  

Il 158 era nuovo di zecca, costruito nei cantieri del Missouri Valley nel luglio del 1942, varato nel novembre dello stesso anno e assegnato alla sua prima missione: l’operazione Husky  nel febbraio del 1943. A luglio partì da Biserta  carico di  uomini e materiali del 3° Fanteria… attraversò il Mediterraneo e approdò sulle spiagge di Licata… dove ….durante le prime ore del mattino(11 luglio)…… fu attaccato …mentre si trovava  nella  Blue Beach.

Esiste tuttavia un’altra versione rilasciata dal comandante  Sullenberger che era a bordo del mezzo LST 158 all’atto del bombardamento. Egli testualmente  nella didascalia di una  foto  presente nell’ archivio fotografico dell’US Navy da lui stesso scattata con dedica al padre dice : USS-LST-158 in fiamme dopo essere stata fatalmente colpita da una bomba aerea tedesca al largo di RED Beach – spiaggia rossa Torre di Gaffe.

Dove si trovava effettivamente l’LST 158? Al largo della spiaggia bleu, due Rocche-Falconara o al largo della spiaggia rossa?

Comunque sia era a Licata quando la bomba attraversò un portello chiuso penetrando nella nave carica di mezzi da sbarco, munizioni e serbatoi di benzina. Il liquido – riversatosi sullo scafo e incendiatosi – si propagò dappertutto  persino in mare  facendo esplodere le munizioni a bordo. Tutti gli uomini a bordo,- scampati all’esplosione  – all’incirca 100 – si tuffarono in acqua mentre 38 circa perirono durante il bombardamento.

Tempestivamente  i  4 quattro Seabees  del  plotone “J” del 1006^ C.B: Albert F. Unkenholz, Thomas L. Coakley, Charles W. Woolmancy  e William K. Parrish  a bordo del DUKW non esitarono neppure un istante  a dirigere il loro piccolo mezzo  dentro la tempesta di fumo e fuoco nel tentativo di soccorrere i naufraghi. Ne portarono  in salvo  90 circa a più riprese scaricati sulla spiaggia vicina. Furono insigniti per questa azione eroica della Legion of  Merit, una decorazione militare creata nel luglio del 1942 dal presidente F.D. Roosevelt simile alla Legion d’onore francese.

Anche l’LCVP (mezzo da sbarco per il trasporto di  personale) messo in mare dai  tre  membri dell’equipaggio che abbandonarono per ultimi l’LST in fiamme, Verdell Jacobson, Tommy Brown e BMC Sullenberger si adoperarono immediatamente in soccorso dei naufraghi.

Riportiamo la  testimonianza – tratta dal suo diario – di Verdell Jacobson …prima di essere arruolato la mia famiglia organizzò una festa d’addio. Mi hanno regalato un bellissimo orologio Bulova che ho amato e portato fino a quando non è stato perso quando la nostra nave è stata bombardata in Sicilia

Ci siamo imbarcati su un LST alle Bermuda ed era il 14 aprile. Ci sono volute due settimane per arrivare a Gibilterra. Quando siamo entrati nel Mediterraneo dovevamo essere preparati per l’attacco sempre. Dormivamo vestiti e indossavamo sempre un salvagente. Da Orano siamo salpati da un porto in rovina per i nostri bombardamenti per Arzew in Algeria dove 24 di noi siamo stati assegnati alla LST 158 come equipaggio….

A mezzanotte del 9 luglio eravamo al largo della Sicilia. Abbiamo caricato le nostre truppe tra mine e  reti da carico lungo i lati della nave….procedevamo a fari spenti, oscuramento completo con solo piccole luci lampeggianti dalla spiaggia, cortesia di uomini della Marina che erano scesi a terra per prima…ad un tratto l’intera area venne illuminata da enormi luci provenienti dalla riva… Non pensavo che potessero esserci così tante navi intorno a noi. Mentre ci dirigevamo verso la spiaggia il bombardamento navale continuava con proiettili che passavano sopra le nostre teste….Sembrava che passasse un treno merci….

Quel  pomeriggio siamo riusciti ad attraccare  ad un molo di pontone  per lo scarico del materiale ….avevamo appena iniziato a essere sollevati di nuovo a bordo quando un ME.109 mitragliò la nave e un altro sganciò due bombe. Una è caduta in mare vicino alla nostra  nave, la seconda bomba ha colpito al centro la nave, ha attraversato un mezzo binario, un portello di carico ed è entrata dentro il ponte direttamente nel serbatoio di tre camion carichi di benzina. L’esplosione è avvenuta direttamente sopra la nostra sala macchine ausiliarie.  Ha messo fuori uso tutto persino gli argani sollevandoci in alto. E’ stato un vero inferno. Il mio equipaggio compreso me ha ripreso conoscenza in pochi minuti constatando che l’unica cosa da fare era abbandonare la nave lasciandola bruciare. La nostra scialuppa di salvataggio fece il giro intorno alla nave e  raccolse gli uomini dell’equipaggio e i soldati che erano riusciti a fuggire dalla nave. L’ultimo a scendere è stato il capitano che ha portato via i documenti della nave. Complessivamente erano stati persi 33 uomini dell’esercito e 5 della Marina. I due uomini che dormivano sopra e sotto di me furono entrambi uccisi nelle loro cuccette…Portammo a riva l’ultimo carico e tornammo indietro a fare ancora il giro della nave per assicurarci che non ci fosse nessun altro in acqua. Abbiamo quindi arenato la scialuppa unendoci al resto dell’equipaggio che ci aspettava nascosto in un campo di grano vicino alla spiaggia guardando a nostra nave bruciare e affondare.. . Dovevamo spesso tuffarci in un canalone vicino al campo per evitare mitragliamento di aerei tedeschi che sfrecciavano sulle nostre teste. Non capivo dove fosse la nostra copertura aerea. Finalmente l’LST-350 ha soccorso il nostro equipaggio e ci ha fornito scarpe, vestiti, e qualsiasi altra cosa fosse necessaria portandoci a Biserta sotto attacco aereo per metà della notte e parte del giorno successivo.

Sappiamo per certo comunque che  il relitto dell’ LST 158 è stato  ritrovato nel 2019 ad opera dei sub dell’Associazione archeologica italiana e della Sovrintendenza del mare Sicilia con l’appoggio logistico e nautico locale della Finziade nella zona orientale del porto di Licata.

Una curiosità: il fotogramma (già citato) dell’LST 158 scattato  dal membro dell’equipaggio,  Sullenberger, anni fa  è stato ripreso e  riproposto dalla serie americana  “Victor at Sea” e però quando questo filmato è andato in onda sul canale storico, il narratore stava descrivendo il bombardamento della USS-LST-313-  affondato a Gela il giorno prima-  mentre dell’LST 158 non era  stata fatta  neppure menzione.

Se punti  oscuri rimangono ancora su questa vicenda spetta alla ricerca storica continuare a cercare e a dirimerli. Da parte mia spero di avere  aggiunto un piccolo tassello di verità”.

Carmela Zangara

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