Licata, città murata e con cinque porte: ecco come avveniva la manutenzione nel 1604

Antica immagine di Licata

Il Fondo Librario Antico, diretto da Angelo Mazzerbo, nella rubrica che chiama “Storie di carta”, continua a pubblicare degli straordinari inediti, di fatto raccontando (utilizzando gli atti pubblici che vengono man mano riscoperti) la “città del mare”.

Questa volta, rovistando tra i documenti, al Fondo hanno trovato degli incartamenti del 1604 che descrivono la manutenzione delle cinque porte cittadine. Licata, come è noto, era una città murata e la sera le porte venivano richiuse, così da evitare qualunque accesso notturno. Di giorno erano aperte e presidiate da militari.

“Le porte cittadine – scrive il Fondo Librario Antico – erano il punto di accesso alla città dove venivano controllate persone, veicoli, beni ed animali che vi transitavano. A seconda del contesto storico, ricoprivano funzioni di difesa, di sicurezza, di salute, di commercio o di imposizione fiscale ed erano presidiate dalle autorità comunali o militari. Sulla porta cittadina erano solitamente pubblicati gli editti riguardanti scadenze di tasse e imposte e disposizioni di legge. Questa settimana vi presentiamo un documento inedito recuperato qualche settimana fa, riguardante la manutenzione di alcune delle porte di accesso più importanti della città”.

“Ecco la trascrizione integrale – aggiunge il Fondo – dei documenti:

LICATA, 8 APRILE 1604: Francesco Carcasola tesoriere di questa città pagati a mastro Arfio (Alfio) Donato Zangaro tarì quattordici (14) e grani deci (10) quali ci facemo paghari per haveri conzato la toppa della Porta della Marina et farichi (fare) la chiavi nova et anco per haveri conzato la porta nova chiamato sancto Angelo et per haveri conzato la toppa della portichiella allo contrata (contrada)di santa Chiara et per averi fatto una chiavi alla grada alla altra porticella confinanti con la detta porta cossì (elenca la spesa) per chiova per metteri detti toppi et per haveri pagato

(Immagine 2).
Uno mastro di axia (ascia) lo quali mesi (ha messo) li supraditti toppi et altri conzi necessari in detto servicio dello quali recuperi reti il presenti mandato apoca di soluto (ricevuta) acciò vi siano fatti boni a vostri cunti come per lista della supraditta spisa appare inclusa.

Licata, giorno 8 Aprile seconda indizione 1604. I Giurati: 
Giovanni Paolo Casses, Francesco Firriolo, Petro di Anello
Joseppi Serravilla, Marianus Mercatera mastro Notaro”.

 

 

 

 

 

 

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