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Politica

Modifica dello statuto del Comune, i consiglieri della Lega: “Non approveremo la delibera”

La Lega di Salvini dice no alla modifica dello statuto del Comune di Licata che comporta la soppressione dei dirigenti dell’ente. Ad annunciarlo, con una nota, sono stati i consiglieri comunali leghisti Gaetano Aronica ed Anna Triglia.

“Apprendiamo esterrefatti – scrivono i consiglieri – della proposta di questa amministrazione, che intenderebbe modificare lo statuto comunale per sopprimere la figura del dirigente quale figura apicale dell’ente. Tale scelta, di fatto, sopprimerebbe guarda caso l’unico dirigente di ruolo attualmente in servizio, (Dirigente apprezzato per le qualità professionali e umane) mentre l’ente dovrebbe essere quindi gestito dalle categorie D.
Appare evidente – aggiungono Triglia e Aronica – che tale scellerata scelta determinerebbe: l’abbassamento del livello di qualità professionalità, da dirigente alla categoria inferiore D, in un Comune in cui le attuali difficoltà operative sono sotto gli occhi di tutti; la perdita di una professionalità qualificata, che costituisce anche la memoria storica di questo Comune, in cui oggi anche solo trovare atti datati o ricordare procedure passate è diventato difficoltoso se non in alcuni casi impossibile”.
“Lo spreco del denaro pubblico – aggiungono Triglia e Aronica nella nota – che l’ente dovrebbe corrispondere al dirigente soppresso per i due anni in cui rimarrebbe in mobilità, senza che lo stesso espleti alcuna attività lavorativa, considerato che le vigenti normative di finanza pubblica, difficilmente potranno consentire ad altri enti locali di assumere dirigenti ancorché in mobilità. Che il Comune dovrebbe rinunciare alle entrate per i diritti di rogito, stante che solo in presenza dei dirigenti vengono introitati dall’ente, mentre in mancanza di essi vanno corrisposti ai segretari generali”.

“Siamo concordi, e appoggeremo in ogni sede necessaria, la posizione univoca e unanime dei sindacati, espressa in una recente riunione del personale comunale, che con forza – concludono i due consiglieri comunali leghisti – hanno rappresentato che non vogliono la citata modifica statutaria”.

 

 

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