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Roberto Di Cara

Politica

Biondi e Di Cara: “Senza strumenti urbanistici Licata non può risorgere”

“Senza strumenti urbanistici Licata non può risorgere”.

Lo ha detto Roberto Di Cara, intervenendo a S.O.S Licata, gli incontri organizzati dall’ex sindaco Angelo Biondi in vista delle amministrative di 28 e 29 maggio.

“La lucida e brillante relazione dell’ingegnere Roberto Di Cara, ha dimostrato che Licata, oggi, è una città che invecchia e si degrada, ferma – scrive Biondi – a una pianificazione urbanistica immaginata nel lontano 1995, e divenuta esecutiva solo nel 2000, anno in cui il CRU (Comitato Regionale Urbanistico) ha finalmente approvato il Piano Regolatore Generale del nostro comune. Un PRG, dunque, già in parte obsoleto rispetto ai mutamenti sociali, economici, e culturali nel frattempo manifestati dal territorio, ma che ha, comunque, avuto il grande merito di bloccare la devastante piaga dell’abusivismo edilizio, consentendo un’attività edificatoria ordinata e regolamentata. Nei primi cinque anni di vigenza del PRG (2000/2005), l’edilizia ha dato un enorme impulso all’economia licatese: sono stati approvati più di 90 piani di lottizzo, oltre 100 progetti di strutture produttive (agricole, artigianali e commerciali), ben 5000 interventi singoli (nuove edificazioni e ristrutturazioni), che hanno messo in circolo somme complessivamente stimate in circa 300/350 Milioni di Euro”.

“A cui vanno aggiunti gli ulteriori 100 milioni di Euro per la realizzazione dei tre grossi interventi di Serenusa, Centro Commerciale San Giorgio e Porto Turistico. Sono gli anni (lo confermano i dati Istat) in cui si blocca il fenomeno migratorio e si registra – aggiunge Biondi – un costante aumento della popolazione residente (dai 37.529 del 2002 ai 39.280 del 2007). Poi tutto cambia: la mancata revisione del PRG e la conseguenza decadenza dei vincoli (nonostante le direttive generali, per l’aggiornamento, erano state definite con atto sindacale del 2006), ha via via, limitato l’efficacia del Piano, per arrivare, oggi, al suo quasi totale blocco. Da allora, di revisione del PRG (rinominato di recente PUG) non si è più occupato nessun amministratore comunale. Come se l’importanza della sua funzione strategica non fosse fondamentale per indirizzare lo sviluppo della città”. “Durante il dibattito è stata posta la domanda: “Il sindaco e gli amministratori che eleggeremo a breve, come immaginano la città alla fine del loro mandato, dove la vogliono portare?”. L’eventuale risposta (che si spera arrivi presto) non può prescindere dal mettere mano – conclude Biondi – ad un nuovo e più attuale Piano Urbano Generale. E’, infatti, l’idea di come si vuole governare il territorio a dare la misura del tipo di evoluzione che si vuole dare, nel tempo, alla propria comunità nelle sue relazioni culturali, sociali ed economiche. Senza trascurare, anche il fatto, che una mirata e costante attività edilizia rappresenta uno dei motori principali dell’economia della nostra società. Per cui occorre, quindi, saper governare questo motore, saperlo ben indirizzare se si vuole che risponda alla sua funzione propulsiva senza creare storture e/o ferite insanabili. Ecco dunque la proposta: Licata ha bisogno di una pianificazione urbanistica di terza generazione, che limiti al minimo l’utilizzo di nuove porzioni di territorio e miri, principalmente, a riqualificare il patrimonio edilizio esistente (recupero del centro storico e delle periferie), compattare il territorio, migliorare i servizi e la mobilità urbana, tutelare e salvaguardare l’ambiente, il paesaggio e il suo ricco il patrimonio storico e monumentale”.

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