“Troppi cani randagi”, il Comune vara nuove azioni di contrasto al fenomeno

cani randagi

Condividi

Dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Angelo Cambiano, arriva un nuovo impulso alla lotta al randagismo. L’intenzione è quella di ridurre al minimo un fenomeno grave, parecchio diffuso in città, e se possibile, scongiurare nuove aggressioni alla gente.

Su proposta dell’assessore all’Ambiente, Vincenzo Ripellino, il primo cittadino ha inviato una direttiva al dirigente dell’Urbanistica ed al comandante della Polizia Municipale, perché si avviino nuove azioni di contrasto al randagismo. Nella direttiva si rileva che “la presenza di randagi in città non ha subito flessioni, piuttosto si assiste ad un aumento dei cani, soprattutto di grossa taglia”. “E’ intendimento dell’amministrazione comunale – si legge ancora nella direttiva – ridurre la presenza dei cani randagi, per garantire la sicurezza dei cittadini”. Ma dal Comune arriva anche una “tirata d’orecchi” ai proprietari degli animali. Viene evidenziato, infatti, che “i cittadini residenti in Sicilia sono obbligati a registrare i cani di loro proprietà”.

Ed ecco ora, nel dettaglio, le indicazioni per i capidipartimento che saranno chiamati a “programmare l’attività ispettiva e di controllo dei cani padronali per verificarne la microcippatura e l’iscrizione in anagrafe; ad individuare tra il personale della Polizia Municipale uno o più agenti che tra l’altro si occupino di verificare costantemente gli accessi al canile di nuovi cani randagi, della tenuta di un registro debitamente vidimato in ogni pagina, del controllo sull’apertura al pubblico del canile, secondo le previsioni contrattuali”. Dovranno verificare che “i cani intestati al Comune di Licata provengano esclusivamente da operazioni di accalappiamento sul territorio dei cosiddetti cani vaganti”. Inoltre dovranno “attivare ogni utile procedura affinchè tutti i cani presenti in canile, nonchè quelli accalappiati, microcippati, sterilizzati e rilasciati sul territorio, siano dotati di apposito collare fluorescente di un unico colore, che ne consenta l’immediata identificazione. Il collare dovrà consentire di distinguere i cani microcippati e sterilizzati, residenti sul territorio, in modo da potere meglio individuare i randagi da sottoporre a sterilizzazione”. Infine dovrà essere “verificato che le operazioni di rilascio sul territorio dei randagi avvengano alla presenza degli agenti di Polizia Municipale, sentito il responsabile del servizio veterinario dell’Asp di Agrigento”.

E’ stato già preannunciato, inoltre, che nei prossimi giorni ci sarà un’ordinanza tesa a responsabilizzare i proprietari dei cani.  

1 Comment

  1. mi permetto di dire che il punto fondamentale è il censimento e la sterilizzazione degli animali di proprietà: è vero che nessuna legge obbliga a sterilizzare il proprio animale, ma esiste l’obbligo della tracciabilità dei cani nati e nascituri. La sterilizzazione dovrebbe essere un obbligo, per il controllo del territorio quando diventa un problema sociale. Gli interventi fatti sulla popolazione dei randagi vanno bene, ma il controllo vero è sugli animali di proprietà non sterilizzati e sulle cucciolate indesiderate che spesso prendono la via della strada quando non si trovano adottanti.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*