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Tutela della biodiversità, a Licata la prima casetta del Barbagianni in Sicilia

Licata è la prima città siciliana ad ospitare una casetta per il Barbagianni, simpatico uccello rapace notturno, della famiglia dei Titonidi, che spesso viene scambiato con il gufo.

La bella iniziativa, che rappresenta il tirocinio universitario per il progetto MCBI Italia, è della studentessa/tirocinante Angela Tornambè (nella foto), che di recente ha collaborato con l’ente appena citato per un progetto di conservazione del Barbagianni.

La casetta si trova all’interno dell’azienda agricola di Alfredo Quignones.

Ecco in che modo Angela Tornambè spiega il progetto:

“Ritengo si tratti  di un’iniziativa significativa per il territorio di Licata e per la tutela della biodiversità siciliana: l’installazione della prima casetta-nido per il Barbagianni in Sicilia, realizzata da me e mio zio durante il tirocinio universitario per il progetto MCBI Italia.
Il nido è stato costruito utilizzando legno di recupero, per ridurre l’impatto ambientale e promuovere una cultura del riuso. Successivamente è stato installato presso la tenuta dell’azienda vinicola Quignones, che si è dimostrata estremamente disponibile e sensibile ai temi ambientali”.
“In Italia – argomenta la studentessa – esistono circa 150 nidi-monitorati per questa specie, ma in Sicilia questo è il primo, rendendo il progetto particolarmente rilevante per la nostra regione e per le politiche di tutela del territorio. Il Barbagianni svolge un ruolo ecologico fondamentale nel controllo naturale dei roditori, ma negli ultimi anni ha subito un declino a causa dell’uso di pesticidi, della perdita di habitat e della riduzione dei siti di nidificazione. L’installazione di nidi artificiali rappresenta quindi un intervento concreto per favorire la presenza della specie nel territorio Italiano”.
“L’iniziativa – aggiunge Angela tornambè – ha l’obiettivo di:
• favorire la conservazione del Barbagianni, specie in diminuzione in molte zone;
• promuovere la collaborazione tra aziende locali e progetti ambientali;
• sensibilizzare i cittadini sull’importanza di proteggere le specie a rischio.
La collaborazione con l’azienda vinicola Quignones dimostra quanto le imprese possano giocare un ruolo positivo nella conservazione della fauna locale.
Il nido sarà ora monitorato secondo i protocolli MCBI per raccogliere dati sulla presenza della specie e sull’efficacia dell’intervento”.
Se foste interessati, posso fornire foto e dettagli tecnici.

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