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Piccoli investitori crescono: un italiano su 5 si affida ai fondi comuni

In questo articolo di approfondimento sugli investimenti, prendiamo come riferimento i dati dell’Osservatorio annuale sui sottoscrittori di fondi comuni in Italia che, pur risalendo a luglio 2025, sono ancora attuali e sono stati confermati da una tendenza in crescita che continua a caratterizzare il mercato di oggi.

Secondo il report del luglio scorso, ben 11,6 milioni di italiani hanno investito in fondi comuni e il valore totale investito dalle famiglie è arrivato a 608 miliardi di euro. A destare ulteriormente l’attenzione, è il fatto che nel 2024 un milione e mezzo di italiani ha investito per la prima volta in fondi comuni. Un trend che è proseguito per tutto il 2025, a dimostrazione che questo strumento sta diventando sempre più popolare tra chi cerca investimenti alternativi.

La diffusione di questa tipologia di investimento la si deve anche ai player del settore, che supportano gli investitori in ogni fase. Tra le realtà più consolidate del mercato spicca Onlinesim.it, che propone ai clienti le opportunità più interessanti di risparmio e spiega come investire in fondi comuni fornendo consulenza professionale continua.

La maggior parte degli investitori tende a investire cifre contenute, solitamente non superiori ai 21.000 euro, grazie al fatto che questi strumenti sono accessibili ad una platea piuttosto ampia e variegata. Da notare inoltre che l’identikit dell’investitore medio in fondi comuni presenta caratteristiche piuttosto diversificate, anche se ci sono dei tratti dominanti.

L’età media degli investitori è infatti di 61 anni, segno che sono soprattutto i Boomers che fanno questi tipi di investimento. Il dato non sorprende, poiché a quell’età generalmente si è raggiunta una certa solidità economica che consente investimenti più audaci. Sta però gradualmente crescendo il numero di Millennials e Gen Z, grazie ad una maggiore educazione finanziaria che sta spingendo anche i giovani ad affacciarsi nel mondo degli investimenti. La Gen Z tende a investire cifre fino a 14.000 euro, mentre i Millennials fino a 24.000 euro.

Anche ragionando in termini di genere, il gap tra uomini e donne si sta assottigliando sempre di più. Nel 1996 le donne investitrici rappresentavano solo il 34% del totale, mentre oggi rappresentano il 47%, con un investimento medio di circa 50.000 euro, contro i 55.000 euro degli uomini.

Se diamo uno sguardo alla diffusione degli investimenti in chiave territoriale, emerge che il Nord Italia, con il 64% dei sottoscrittori e il 68% dello stock investito, resta la zona più attiva e dinamica. Al primo posto per tasso di partecipazione si colloca l’Emilia Romagna, con il 30,2%, seguita dalla Lombardia con il 28,1% e il Piemonte con il 27,4%. Se invece parliamo di investimento medio, il primato spetta alla Lombardia (58.918 euro), con la Liguria al secondo posto (58.675 euro) e il Piemonte al terzo posto (57.579 euro). Restano ancora indietro, ma comunque in crescita, il Centro con un investimento medio di 49.000 euro, e il Sud con un investimento medio di 43.000 euro.

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