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Tartarughina morta

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“Mistero” tartarughine a Porto Empedocle, Mare Nostrum: “Dove sono finite le altre?”

“Si infittisce il mistero delle tartarughine trovate dagli operai del dissalatore a Porto Empedocle. Molti sono i dubbi e le perplessità: “perché solo 13?”.

Lo afferma il comitato Mare Nostrum, ecco il comunicato stampa integrale:

Che fine hanno fatto le altre? Come si è salvato il nido dalle ruspe? Possibile che durante i lavori, nessuno si sia accorto di niente? Come avevamo scritto nel precedente comunicato l’arenile era pieno di tracce da caretta caretta. Alcune in direzione del mare altre invece si interrompevano bruscamente mentre una tartarughina è stata trovata morta e bruciata dal sole. Così in attesa che i volontari specializzati ci diano certezze su quello che sembra essere il punto di nidificazione: “Circa 60 giorni fa, durante i lavori in spiaggia per il dissalatore, una tartaruga caretta caretta ha deposto le sue uova. – dice Claudio Lombardo Presidente dell’Ass. Mareamico – Il nido è rimasto sconosciuto e non censito, anche perché il nostro volontario presente in quella spiaggia, è stato cacciato via dai vigilantes dell’ENEL. Purtroppo diverse tartarughine dopo la schiusa – disorientate – sono morte, mentre una quindicina ancora vive sono state trovate dal personale dell’ENEL, ha avvisato la Capitaneria di Porto Empedocle”. Alcuni volontari, vicini al Comitato Mare Nostrum, si chiedono come mai la segnalazione sia arrivata solo in tarda mattinata. Così il mistero si infittisce e sembra prendere le dimensioni di una sceneggiatura degna delmiglior Salvo Montalbano: “Speriamo che le altre non siano finite preda dei gabbiani – Afferma il Comitato Mare Nostrum – Una cosa è certa! Se non ci fossero state le ruspe che hanno devastato la spiaggia, probabilmente il WWF si sarebbe preso cura del nido e forse oggi racconteremmo un’altra storia. È chiaro che l’habitat naturale della nostra bellissima spiaggia deve essere salvaguardato e difeso dall’invasione industriale e chiediamo al Commissario Dell’Acqua di portare a compimento al più presto la seconda fase del progetto con il trasferimento totale dei moduli di dissalazione, lì dove erano originariamente previsti e dove è logico che stiano, nella speranza che tutte le risorse (ben 36 milioni di euro) non siano state spese per questa ubicazione non solo assurda ma anche abusiva”.

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