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Infermiera conclude il tirocinio all’ospedale di Licata e ringrazia: “Realtà meravigliosa, grata per sempre”
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Scritto da
Redazione
Una giovane infermiera ha scritto alla nostra redazione per parlare della sua esperienza di tirocinante all’ospedale di Licata, esaltando tutto ciò che di buono c’è al San Giacomo d’Altopasso.

Pubblichiamo il messaggio che ha inviato alla nostra redazione ed il testo della sua lettera:
“Sono Jenny Antonuccio, e ho appena concluso il mio percorso di tirocinio triennale come infermiera presso l’Ospedale San Giacomo D’Altopasso di Licata.
In questi tre anni ho vissuto la realtà del nostro ospedale da dentro, trovando non solo una scuola di vita e di professione, ma una vera e propria seconda famiglia. Per questo motivo, ci tenevo a condividere con la cittadinanza una lettera aperta di ringraziamento e di valorizzazione della nostra struttura ospedaliera, spesso criticata”.
“Milleottocento ore.
Se provi a contarle una per una, sembrano un’infinità. Se le guardi oggi, ora che sono finite, sembrano volate in un soffio. Eppure, dentro quel numero, c’è racchiusa tutta la mia vita degli ultimi tre anni.
Quella dell’ospedale San Giacomo D’Altopasso di Licata è una piccola realtà. Una di quelle strutture costantemente nel mirino dei cittadini, bersagliata dalle critiche e troppo spesso giudicata con facilità da chi non la conosce davvero. Ma la verità è che chi guarda da fuori non ha la minima idea di cosa ci sia dentro quelle mura. Non sa cosa significhi stringere i denti, rimboccarsi le maniche e far funzionare le cose anche quando tutto sembra remare contro.
Per tre anni, questo ospedale è stata la mia seconda casa. Mi ha vista entrare piccola, timorosa, con gli occhi pieni di sogni ma anche di tante incertezze di fronte a un futuro così grande. Eppure, turno dopo turno, questo posto mi ha cresciuta. Mi ha presa per mano, mi ha dato fiducia e mi ha trasformata nella professionista che sono oggi.
Io ho avuto il privilegio di abitarlo da dentro, scoprendo una realtà delicata ma straordinaria. Questo ospedale, nonostante le sue mille difficoltà, mi ha stravolta, mi ha formata sia a livello personale che professionale, e mi ha fatta diventare grande. Mi ha insegnato a non arrendermi mai, a fare tanto con poco, a fare la differenza anche quando le risorse mancano ma il cuore abbonda. Mi ha insegnato la vera arte della resilienza.
Qui dentro ho trovato molto più di un luogo di lavoro: ho trovato una seconda famiglia. Ogni corridoio, ogni stanza, ogni camice incrociato mi ha regalato un sorriso, un consiglio, una parola di conforto.
Un ringraziamento pieno di gratitudine va a chiunque abbia creduto in me, dandomi forza nei momenti di stanchezza: ai tutor, ai medici, a tutto il personale sanitario e non, e ai pazienti, che con la loro vulnerabilità mi hanno insegnato il valore dell’empatia.
L’ospedale San Giacomo D’Altopasso, con tutte le sue ferite e le sue complessità, rimarrà per sempre la culla della mia professione. Oggi mi volto indietro per salutare, pronta a iniziare il mio cammino come infermiera, ma con una certezza assoluta: un pezzo indissolubile del mio cuore rimarrà per sempre custodito con amore tra queste mura.
Grazie di tutto”.
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