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Carabinieri

Cronaca

“Hanno costretto una famiglia a lasciare l’alloggio popolare in cui vivevano”, divieto di dimora per quattro licatesi

Avrebbero costretto, con violenze e minacce di morte, una famiglia a cedergli l’alloggio popolare che detenevano regolarmente.

E’ l’accusa che i carabinieri della compagnia di Licata, coordinati dal capitano Augusto Petrocchi, contestano a 4 persone del posto, tutte componenti lo stesso nucleo familiare, ai quali hanno notificato la misura cautelare del divieto di dimora a Licata.

Le quattro persone sono accusate di tentata estorsione continuata in concorso. Ad emettere i provvedimenti, su richiesta dei magistrati della Procura di Agrigento, è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale della città dei templi.

“Le indagini condotte – si legge nel comunicato stampa del comando provinciale dell’Arma – hanno consentito di ricostruire come gli indagati, in concorso tra loro, ispirati dallo stesso disegno criminoso, avessero posto in essere, nell’arco del mese di maggio, plurime condotte dirette e inequivoche, volte a costringere senza alcun titolo, attraverso violenze e minacce di morte, una famiglia del posto ad abbandonare in loro favore l’alloggio popolare occupato. L’azione criminosa non andava quindi a buon fine grazie alla ferma opposizione delle vittime e al conseguente intervento dei carabinieri. Nell’ambito dell’attività investigativa svolta, hanno avuto particolare rilievo e peso le gravi, concordanti e non contraddittorie dichiarazioni emerse dalla denuncia delle vittime e di tutte le altre persone sentite”.

“La grave vicenda – concludono i carabinieri – riscontra ancora una volta come sia fondamentale che tutti i cittadini denuncino senza indugi alle autorità preposte i fatti di cui sono vittime”. 

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