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Porto di Licata

Cronaca

“Dal porto di Licata a quello tunisino di Dar Allouche”, ecco la rotta degli scafisti per i migranti

Licata ha un ruolo centrale nel blitz “Mare Aperto” condotto all’alba di oggi dalla Questura di Caltanissetta contro gli scafisti.

Era dal porto della nostra città, secondo l’accusa, che partivano alcune delle imbarcazioni dirette in Tunisia. Qui venivano prelevati i migranti, da 10 a 30 per ogni trasferimento, che poi venivano riportati in Sicilia.

In un video diffuso dalla Questura di Caltanissetta viene mostrato il varo, nel porto di Licata, di un gommone veloce che secondo l’accusa sarebbe stato utilizzato per il trasporto dei migranti. In un altra parte del video si vede una barca che, a gran velocità, esce dal porto di Licata. Ancora: viene ricostruita la rotta degli scafisti, dal porto di Licata a quello tunisino di Dar Allouche, dove ad attendere le imbarcazioni ci sarebbero stati i migranti.

Un “carico” poteva fruttare fino a 70.000 euro.

Agghiacciante quanto emerge da alcune intercettazioni, in cui i capi dell’organizzazione avrebbero detto agli scafisti: “Se ci sono avarie ai motori o altri problemi durante il viaggio, buttate a mare i migranti”. Sono 18 le misure emesse nei confronti di altrettanti indagati, tunisini ed italiani, 6 dei quali al momento risultano latitanti. Secondo l’accusa la base logistica dell’organizzazione era a Niscemi.  

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