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Autoimpiego per giovani imprenditori, opportunità per concretizzare la propria ambizione imprenditoriale

L’imprenditoria italiana sta dimostrando un grande dinamismo, ma la voglia di fare impresa si scontra con la dura realtà che richiede investimenti importanti per avviare un’attività. Sta però per arrivare uno strumento in soccorso dei giovani imprenditori: il decreto attuativo per il lavoro autonomo e l’autoimpiego, che sblocca 800 milioni di euro destinati a sostenere nuove attività imprenditoriali, professioni libere e progetti individuali in tutta Italia.

I ministri Marina Calderone, Tommaso Foti e Giancarlo Giorgetti, hanno firmato il decreto attuativo previsto dagli articoli 17 e 19 del decreto Coesione risalente a un anno fa. Una bellissima notizia per i giovani imprenditori di tutta Italia, che possono iniziare a fare domanda per accedere alle risorse e costruire subito il loro progetto.

I finanziamenti sono destinati a supportare le fasce delle popolazioni più fragili e deboli, come i NEET (giovani che non studiano e che non cercano lavoro), donne e disoccupati da almeno 12 mesi. Il Ministero del Lavoro ha spiegato che l’iniziativa è destinata soprattutto ai giovani, per dare maggiore impulso all’imprenditoria italiana e per creare nuovi posti di lavoro. Si tratta quindi di una grande occasione per i giovani che hanno idee concrete, ma non hanno i mezzi per attuarle. Il finanziamento, oltre a dare un congruo supporto economico, aiuta i beneficiari fornendo anche percorsi formativi e tutoraggio, dando loro tutte le competenze e i mezzi necessari per muovere i primi passi nel mondo del lavoro in un determinato settore. All’iniziativa infatti parteciperà anche l’Ente nazionale per il Microcredito che offrirà percorsi di orientamento e formazione.

Chi può fare domanda? Tutti i giovani under 35 che risultano disoccupati, inattivi o in condizioni di marginalità sociale. Gli strumenti operativi del decreto Coesione sono due: Autoimpiego Centro Nord Italia e Resto al Sud 2.0. Entrambi i bandi sono destinati a giovani inattivi o che beneficiano del programma Gol. Sono previsti per la fase iniziale del progetto un voucher, servizi di tutoraggio e accompagnamento e contributi a fondo perduto. Autoimpiego Centro Nord Italia prevede un voucher fino a 30.000 euro per i beni e i servizi necessari per l’avvio, e fino a 40.000 euro per chi effettua investimenti in tecnologie, digitalizzazione e sostenibilità. Il contributo, per investimenti compresi tra 120.000 e 200.000 euro, può coprire fino al 60% a fondo perduto.

Resto al Sud 2.0, un’evoluzione del bando Resto al Sud, prevede invece un voucher da 40.000 euro, che può aumentare fino a 50.000 per le spese innovative. Per i programmi inferiori a 120.000 euro i contributi a fondo perduto possono arrivare fino al 75%, riducendosi fino al 70% per spese più alte.

Si stima che siano almeno 15.000 i potenziali beneficiari, di cui il 65% residenti nel Mezzogiorno. Un motivo in più per raccogliere ulteriori informazioni, che si possono reperire su siti verticalizzati come Restoalsudcontributi.it, dove è possibile anche richiedere supporto professionale per tutto l’iter burocratico necessario per presentare la domanda.

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