Yacht usato dai migranti (rimesso a posto) per le attività sociali: bel progetto della Lega Navale

Sara Free

C’è una gran bella realtà associativa a Licata: è la sezione cittadina della Lega Navale Italiana, presieduta da Pino Coppolino e che ha tra i propri esponenti Piero Pisciotta, Francesco Verderame, Angelo Fallù, Bruno Ballacchino, Giovanni Morello, Salvo e Giacomo Cannizzaro.

Nata nel 2009, la sezione locale della Lega Navale Italiana ha posto in essere tutta una serie di attività sociali e per promuovere il territorio. Dal 2016 vengono condotti i corsi di vela con gli optmist e la sezione ha comprato 5 scafi, mentre due soci hanno acquistato due laser e due fiv 555 messi a disposizione delle attività dell’associazione.

Ma l’attuale “ammiraglia” della sezione è “Sara Free”, imbarcazione che la Lega Navale Italiana ha avuto assegnata dalla procura di Siracusa per scopi socioculturali e sportivi. Si tratta, infatti, di una barca da diporto con la quale un gruppo di 60 migranti ha raggiunto la costa siciliana alcuni anni fa. Imbarcazione che la sezione di Licata ha fatto rimettere a posto, con le anticipazioni dei soci, e che ora è ormeggiata nel porto turistico. Gli scafi più piccoli, invece, si trovano nella base nautica dell’Oasi Beach, messa a disposizione gratuitamente dai titolari dello stabilimento.

“Ciò che ci serve – scrive la Lega Navale – per le finalità istituzionali e sociali che portiamo avanti, è uno specchio d’acqua ove installare un pontile d’ormeggio. Abbiamo fatto tante richieste, ma nessuna finora è stata accolta. La Sara Free è ormeggiata nel porto turistico, e presto arriverà anche un’altra barca, anche questa utilizzata dai migranti, che abbiamo ottenuto ed è in corso di restauro. L’ormeggio però ha un costo che sosteniamo noi soci, ma non sappiamo ancora per quanto tempo potremo farlo. Perciò ci serve un sostegno per portare avanti le nostre attività”.

L’idea, sulla scorta dell’esperienza già fatta, è quella di organizzare una scuola di vela, ma è chiaro che i soci della Lega Navale, da soli, non possono sostenere questo sforzo economico. Scuola di vela che sarebbe indirizzata anche a ragazzi disabili, per favorirne l’integrazione grazie al mare, ed a tal proposito la sezione ha già stipulato protocolli con associazioni ed enti.

“Stiamo pensando – annuncia Giovanni Morello – di organizzare una regata per la fine della prossima stagione estiva. Ci sarà la possibilità di dare lustro alla marineria licatese, ma per il momento preferiamo non anticipare altro”.

Insomma le attività che bollono in pentola sono tante, ma è necessario che alla Lega Navale Italiana giunga un sostegno. Non serve tanto, ma la collaborazione della comunità intera.  

(Foto Lega Navale Italiana sezione di Licata)

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