Testamento in copia conforme, scoperto il sigillo su carta più antico del Comune di Licata

Antico sigillo Comune Licata

Risale al 13 dicembre del 1591 il sigillo su carta più antico del Comune di Licata.

E’ stato ritrovato, nel coso di uno studio, al Fondo Librario Antico, da parte dello staff guidato da Angelo Mazzerbo e di cui fanno parte Concetta Domicolo e Gervasio Mallia.

“Il ritrovamento – scrive il Comune – è stato effettuato durante le operazioni di ricognizione e studio del vastissimo e in gran parte inedito patrimonio archivistico del Comune. Il sigillo è stato apposto su un documento prodotto dall’ ”attuario” del Comune di Licata il 13 Dicembre del 1591, per il rilascio di un testamento in copia conforme all’originale su richiesta di un discendente della nobilissima famiglia Celestri, la quale, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì dal ragusano (Modica e Santa Croce Camerina) a Licata”.

“Il documento – aggiunge il Comune – proviene dalla Conservatoria del Comune, il luogo in cui erano registrati e conservati tutti gli atti importanti della Città, ragion per cui, è stato firmato dai tre Giurati (Amministratori) della Città, Giovan Battista Formica, Bernardo de Gueli e Domenico de Averna ed è stato autenticato con il sigillo raffigurante la città marinara: “quattro torri di disugual altezza che si innalzano su una rocca merlata circoscritta dal mare”. Le quattro torri rappresenterebbero le quattro fortezze un tempo esistenti a Licata: Il Castel San Giacomo, Il Bastione di Mangiacasale, La Torre Gioietta e il Castel Nuovo (Quartiere). Nel sigillo non è rappresentata l’Aquila nel cui petto, secondo l’araldica ufficiale della Città, sono inscritte le quattro torri. Il documento – conclude lo staff del Fondo Antico – riporta anche i nomi di alcuni notai del xvi secolo: Agostino de Aratro, Giovanni Luigi de Adaldo, Matteo Giangreco e Matteo Parisio”.  

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