“Stop alle trivellazioni dell’Eni nel nostro mare”, il deputato Pullara invita alla mobilitazione

Carmelo Pullara

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“Risale a poco tempo addietro la mia battaglia contro la minaccia concreta dell’ingresso del colosso Eni nel nostro mare per le trivellazioni previste dal cosiddetto Progetto Offshore Ibleo – Campi Gas Argo e Cassiopea”.

A sostenerlo è Carmelo Pullara, capogruppo di Popolari e Autonomisti all’Ars.

“Il mio allarme è dovuto – scrive il deputato – alla concretezza che il progetto Eni va assumendo negli anni, in quanto non vi è mai stata una vera mobilitazione generale contro questo colosso che intende invadere il nostro mare. Nel 2009, dopo la trattativa con i pescatori, il progetto è avanzato ulteriormente. Negli anni a seguire, sono state ottenute tutte le autorizzazioni ministeriali necessarie al proseguo dell’iter amministrativo/burocratico. Pensate che l’Eni ha persino agli atti le cosiddette Via/Vas (ossia la valutazione Ambientale Strategica e di Impatto Ambientale), esitate anch’esse positivamente dagli organi ministeriali valutatori preposti. E noi? Il Comune di Licata, insieme a tutti i Comuni interessati, Ragusa, Palma, Scicli e alle Associazioni ambientaliste, dei pescatori, del turismo etc, abbiamo presentato (e poi reiterato) ricorso per annullare il decreto ministeriale che autorizzava l’ingresso e la perforazione del nostro mare. Eppure, abbiamo perso. Il Tar Lazio e il Consiglio di Stato ci hanno dato torto, dando ancora una volta il via libera al colosso Eni”.

“In virtù di questa lotta con gli autoctoni, Eni ha rivisto – conclude Pullara – il proprio progetto dandoci “un contentino”, escludendo cioè l’installazione di una delle piattaforme di maggiore impatto (la Prezioso K) e spostando a terra, in zona già industrializzata (ossia a Gela), il trattamento e compressione del gas. Per me anche questo, oggi, è inaccettabile. Eppure la burocrazia e la legge, ad oggi, non dà ragione a chi vuole la completa tutela del nostro inestimabile patrimonio marino, inestimabile per la quantità di ritrovamenti archeologici ancora in atto e per la ricchezza naturalistica che lo caratterizza. Chiedo al sindaco di Licata di istituire un tavolo tecnico con le parti sociali e gli addetti del settore al fine di essere compatti su questa delicata vicenda. Mi impegno, consequenzialmente, a sensibilizzare gli organi preposti Regionali, al fine di valutare questo percorso di perforamento dei nostri preziosi fondali marini”.

Da Carmelo Pullara, inoltre, è arrivata la solidarietà al procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, per le minacce di morte ricevute ieri. 

 

 

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