Sant’Angelo, i Carmelitani rivelano: “In una vertebra trovati chiari i segni del martirio”

Urna di Sant'Angelo

Non che ci fossero dubbi, non ce ne sono mai stati, ma stasera i Padri Carmelitani hanno rivelato che “nel corso della ricognizione dei resti di Sant’Angelo, in una vertebra sono stati trovati, chiari, i segni del martirio”.

Negli scorsi mesi, come si ricorderà, in curia ad Agrigento è stata aperta l’urna argentea di Sant’Angelo ed all’interno sono state ritrovate le ossa del Santo. La ricognizione è avvenuta dopo 400 anni dall’ultima volta ed oggi, ovviamente, ci sono mezzi molto più accurati del ‘600 per fare un esame dei resti.

“In una vertebra trovata all’interno della cassa che conteneva le spoglie mortali di Sant’Angelo – ha detto stasera padre Roberto Toni, priore provinciale della provincia italiana dei Carmelitani – sono evidenti i segni del martirio. A conferma di quanto subito da frate Angelo il primo maggio del 2020”.

L’annuncio è arrivato nel corso di “Missione e Martirio di Sant’Angelo, Patrono di Licata”, una riduzione del libro di Vincenzo Scuderi, che è stata rappresentata stasera nel santuario di Sant’Angelo.

Ieri sera, come si ricorderà, al termine della Peregrinatio, le spoglie del Martire Carmelitano sono tornate a Licata e sono esposte in una teca in plexiglas sistemata nella cappella che si trova a destra dell’altare maggiore, e che abitualmente custodisce l’urna di Sant’Angelo.

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