Rifiuti, Antonio Pira: “Se si chiude l’Apea l’unico risultato sarà una città sommersa dai rifiuti”

Antonio Pira

“I dipendenti di Apea sono preoccupati, non di passare da una società ad un’altra, hanno paura e secondo il mio parere è una paura motivata, di entrare in un processo che li porterà sicuramente al default.  Non comprendo il perché e le motivazioni che hanno spinto il sindaco Galanti a invertire la rotta che aveva intrapreso, cioè la rescissione in danno verso la ditta che nonostante tutti gli adempimenti del Comune non aveva avviato la raccolta differenziata causando un danno all’ente. Non si comprende quale responsabilità si poteva addossare al Comune”.

A sostenerlo, in una nota diffusa stasera, è l’ex assessore comunale Antonio Pira.  

“Non comprendo neppure – aggiunge Pira – come il sindaco Galanti abbia intenzione di pagare i circa 450 mila euro mensili, più i costi dei centri di stoccaggio che non conosco alla nuova ditta, considerato che oggi il Comune ha generato oltre un milione e mezzo di debito con Srr per il mancato pagamento mensile di euro 50.000 di costi di gestione, oltre un milione e mezzo con le discariche con costi inferiori. A inizio della legislatura Galanti era un obbligo sottoscrivere il contratto con la nuova ditta, considerato che aveva vinto un bando commissionato da chi ci aveva preceduto. Anche io credevo che purtroppo non avevano scelta, anche se speravo che questa amministrazione riuscisse ad organizzare l’ufficio tributi che a sua volta avrebbe invertito il 60 % di evasione in almeno l’80 % di riscosso. Purtroppo l’incapacità amministrativa e forse una volontà politica non ha prodotto i frutti sperati, e quindi siano rimasti inchiodati a una elevatissima percentuale di evasione che forse fa comodo a buona parte della politica. Senza riscossione Tari è impossibile sostenere qualsiasi costo di raccolta rifiuti, quindi il sindaco doveva prima preoccuparsi di avviare l’ufficio tributi, poi una volta garantita la capacità economica poteva avviare qualsiasi processo di differenziata”.

“Oggi – scrive ancora Antonio Pira – chiudendo Apea e sottoscrivendo il nuovo contratto gli effetti immediati saranno i seguenti: una ditta che non percepirà il canone e si fermerà un mese dopo, il paese sommerso dai rifiuti, un contenzioso enorme con la nuova ditta e 57 famiglie di Apea che non percepiranno più lo stipendio. L’invito che rivolgo al presidente Russotto e sindaco Galanti è quello di dimettersi immediatamente, chiedere scusa alla città e promettere di non candidarsi più”.

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