Refezione scolastica, lo Snals al Comune: “Se non inizia si rischia di perdere 31 posti di lavoro”

L'asilo nido comunale

Il sindacato Snals Confsal chiede al sindaco Pino Galanti, alla giunta ed alle forze politiche cittadine di “impegnarsi per trovare una soluzione, affinché al più presto venga dato avvio alla refezione scolastica”.

L’intervento è di Alfonso Monachino, vice segretario provinciale vicario del sindacato.

“La mancata attivazione della mensa scolastica non può essere considerata solamente – scrive Monachino – un mancato servizio, benché non obbligatorio, ma riveste delle ricadute gravissime sul piano dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche con ricadute negative sul diritto allo studio degli alunni, dato che comporterebbe la riduzione dell’orario scolastico da 40 a 25 ore settimanali. A questo si aggiunga la ricaduta occupazionale, perché, la mancanza del servizio di refezione, e la conseguente trasformazione di tutte le sezioni di scuola dell’infanzia funzionanti a orario normale, che nel corrente anno scolastico sono 31 (su 32 sezioni totali), a orario ridotto, causerà la soppressione di 31 posti di docente di scuola dell’infanzia, determinando per molti docenti, per lo più licatesi, la perdita del posto, con conseguente trasferimento d’ufficio in altri Comuni e, per riflesso, la mancata potenziale assunzione di nuovi insegnanti, dato che i posti liberati dai pensionamenti (anche di altri Comuni della Provincia) dovranno giocoforza essere assegnati ai perdenti posto delle scuole di Licata, dando un colpo di grazia alle legittime aspirazioni dei precari che da anni (alcuni da decenni) aspettano l’agognata immissione in ruolo”.

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