“Questa è una giunta politica e non più civica”, Decimo Agnello si è dimesso da assessore

Decimo Agnello

All’indomani del 3 giugno scorso, quando c’era stata l’assemblea di circolo del PD, coordinata da Simone Di Paola e Giovanna Iacono, rispettivamente segretario e presidente provinciale del partito, Decimo Agnello (segretario locale del PD), di fatto aveva annunciato le proprie dimissioni, motivandole con l’adesione del sindaco Pino Galanti a Forza Italia.

“Ci tengo tuttavia, nel formalizzare le mie dimissioni, a confermarle – ha scritto Agnello in una lettera indirizzata al primo cittadino – i miei sentimenti di immutata amicizia e stima, nonché la mia gratitudine per il rapporto di proficua e costante collaborazione, che ha contraddistinto i miei mesi in seno alla sua giunta. Voglio rimarcare che tali sentimenti rimangono immutati, anche in presenza di una scelta che interrompe la comune azione amministrativa”.

“La decisione di dimettermi, concordata  attraverso una assemblea di Circolo a alla presenza del Segretario Provinciale e del Presidente Provinciale del PD, Simone Di Paola e Giovanna Iacono, trae origine da motivazioni – aggiunge Agnello – di natura politica ed è legata alla sua recente adesione ad un partito politico, interrompendo di fatto un percorso civico che aveva raccolto nel 2018 una massiccia adesione e tra questi anche la mia, del mio gruppo politico e di altri esponenti del PD. Questa sua scelta politica, tra l’altro mai manifestata apertamente né discussa in maggioranza, rappresenta una inversione di rotta che non possiamo condividere in assenza di un dibattito che coinvolga la città, tutte le sue forze politiche e che fissi degli obiettivi da raggiungere”.

“Quando ho accettato di entrare a far parte della sua giunta l’ho fatto – in primis – per spirito di servizio nei confronti della mia comunità, una comunità che amo profondamente – è ancora il commento di Decimo Agnello – e per la quale ho lavorato con dedizione, con impegno e quotidiana passione civile. Ma, se ho accettato l’invito a svolgere tale prestigioso incarico, è stato anche perché  profondamente convinto che ci fossero le condizioni per aprire, a Licata, una fase completamente nuova, all’insegna della collaborazione e della concertazione fra realtà politiche, forze dell’associazionismo e della società civile, finalmente unite nel perseguimento di un comune obiettivo e di un comune orizzonte. Tale convincimento nasceva in primis dalla consapevolezza che l’impianto complessivo e l’architettura politica del suo progetto, nonché la veste civica di un primo cittadino espressione del mondo delle professioni, distinto e distante dalla politica tradizionale cittadina, potessero davvero consentire di lavorare per la costruzione di un progetto aperto ed inclusivo”.

“Ebbene, oggi il quadro politico fa crollare ineluttabilmente queste convinzioni: la sua improvvida decisione – aggiunge l’ormai ex assessore -di abbandonare quella veste civica, per indossare la casacca di partito, portandosi dietro – graniticamente – una parte cospicua della sua compagine amministrativa e consiliare, trasformando di fatto il suo originario progetto, rende obiettivamente impossibile per me proseguire oltre nel mio mandato amministrativo. Quando si evocano paragoni con il Governo Nazionale inevitabilmente risaltano grandi e sostanziali differenze. Questo governo sta in piedi, da un lato, per un evento eccezionale che ha portato quasi tutte le forze politiche a mettere al primo posto l’Italia, e dall’altro, per la leadership del presidente Draghi che non ha una connotazione partitica. Senza questi elementi l’attuale esperienza di governo non ci sarebbe stata. Se proviamo a traslare il ragionamento su scala locale cosa troviamo? Non c’è una maggioranza consiliare forte e oggi non c’è più una guida super-partes (il Sindaco); di contro la città vive una drammatica crisi economica e sociale che necessita dell’aiuto di tutti. Quindi piuttosto che invitare tutte le forze politiche a dare un contributo in termini di proposta, energie e impegno, il Sindaco decide di aderire ad un partito appiattendo l’amministrazione su questa posizione. Ho lavorato sempre con l’entusiasmo del primo giorno, portando avanti tanti progetti ed iniziative. Chiedo a chi mi succederà di dare continuità a tutti i progetti e di farsi carico delle questioni in sospeso”.

“Colgo l’occasione – conclude Agnello – per ringraziarla Sindaco, per ringraziare i colleghi Assessori, il Presidente del Consiglio Comunale, la maggioranza ed i Consiglieri Comunali tutti. Ringrazio il Segretario Comunale, i Dirigenti, i dipendenti tutti, che con me hanno collaborato. Consentitemi un ringraziamento particolare al Consigliere Comunale  Angelo Curella, con cui ho condiviso diuturnamemte l’esperienza amministrativa, al mio gruppo politico  e alla mia famiglia. Con la medesima sobrietà con cui sono entrato, lascio la sua giunta, confermandole  tuttavia la mia speranza  che la politica, quella stessa politica che oggi fa dividere le nostre strade, possa domani incaricarsi di determinare le condizioni per nuove forme di comune collaborazione nell’interesse della nostra città”.

Stasera, dunque, si apre il toto assessore. Chi prenderà il posto lasciato vuoto da Decimo Agnello?

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