Psicologa licatese che vive e lavora a Milano pubblica “Entro Natale”: “Rivalutiamo i giovani”

Sara Alaimo

Si chiama “Entro Natale” il romanzo della psicologa – psicoterapeuta licatese Sara Alaimo, che ha superato la selezione di qualità della casa editrice Bookabook ed è in prevendita.

Funziona così: Bookabook è una casa editrice che lavora in crowd founding, ovvero promuove un modello editoriale per il quale sono i lettori a scegliere quale libro mandare in stampa e in distribuzione. Chi acquista il libro al momento può scaricare le bozze non editate dal sito. Se il romanzo di Sara Alaimo raggiunge i 200 lettori, il libro verrà sottoposto a un editing approfondito e andrà in stampa e in distribuzione. Sul sito di Bookabook il romanzo è inserito nella sezione “Narrativa”.

Non vogliamo contribuire, sostenendo Sara Alaimo?

Ecco la pagina Facebook di “Entro Natale”   https://bookabook.it/libri/entro-natale/?fbclid=IwAR2LVRnPssZZ4bULPt1zXpxo5qxaudYJaC6wjWykB6wQr3Ynt9cI9F5qMlQ

Vogliamo conoscere (e farvi conoscere) meglio Sara Alaimo, perciò le abbiamo chiesto di raccontarci un po’ di se e del suo romanzo.

“Ho iniziato a scrivere il romanzo – risponde la psicologa licatese – due anni fa. Nel dicembre 2017 ho sostenuto l’esame di un corso di perfezionamento e una degli esaminatori è rimasta molto colpita dal modo in cui avevo scritto i casi clinici e mi ha caldamente consigliato di scrivere un romanzo. Io ho sempre scritto, avevo già scritto altri romanzi, molto meno strutturati e molto meno maturi, da giovane, ma dedicandomi ormai alla professione a tempo pieno, avevo accantonato l’idea. A quel punto però ho ripreso a scrivere, con lunghe pause. Lo scorso anno ho avuto un problema di salute ed ho utilizzato i momenti della malattia per scrivere. Questo mi ha salvata dallo sprofondare nello sconforto e perdermi dietro la paura”.

Sara Alaimo, già da qualche anno, vive in Brianza, a nord di Milano, fa la psicologa – psicoterapeuta.

“Sono ormai di ruolo – conferma la scrittrice – in un servizio pubblico da diversi anni. Mi occupo di clinica con pazienti gravi e meno gravi, seguo molti pazienti giovani ai quali devo tante delle sensazioni che ho provato a raccontare nello scrivere il libro”.

Ed oltre al lavoro?

“Amo – risponde Sara – molto la lettura e il cinema, ma da quando ci sono i grandi distributori di serie TV trascorro il tempo libero anche guardando quelle. Amo andare alle mostre, soprattutto mi piace portarci mio figlio, perchè mi accorgo che i ragazzi riescono a fornirci un’idea diversa di quello che guardiamo. Amo la mia professione, mi piace molto fare la psicologa”.

Licata, manco a dirlo, le è rimasta nel cuore.

“Cerco di tornare a Licata – conferma Sara Alaimo – tutti gli anni, facendo degli incastri di ferie rocamboleschi. Amo molto il mare ed è la cosa che mi manca di più qui in Lombardia. Vivo e lavoro in provincia di Bergamo. Milano è una città giovane, bella, con un’apertura al mondo che difficilmente si trova e con un certo spirito underground ancora vivo. Una storia che sapesse di Milano, a questa città che mi ha dato così tanto, gliela dovevo. Ma non poteva mancare un capitolo che ricordasse la Sicilia”.

Ed ecco la quarta di copertina che descrive “Entro Natale”.

“Di là dal passaggio è un gruppo di palazzoni di periferia, un piccolo mondo isolato dal resto del quartiere e di tutta La Città. In quel luogo abita Federica, una bambina per la quale la scuola è un posto difficile, ostile, reso così complicato dalle sue difficoltà di lettura e scrittura che la fanno sentire diversa da tutti gli altri, ma le donano anche pensieri carichi di ironia e tenerezza.

Federica continuerà a studiare nonostante tutto, sostenuta nei momenti di maggiore difficoltà dalla sua migliore amica, dalla famiglia e da un prestigiatore immaginario.

Durante il primo anno di università incontra tutti i giorni, sul tram del mattino, Carlo, un vecchio amico d’infanzia che ha sempre vissuto in una zona del quartiere decisamente migliore e che è sempre stato bravissimo a scuola e molto popolare.

Carlo e Federica sono due mondi diversi e lontanissimi che si ritrovano seduti uno accanto all’altra nello spazio affollato del tram.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro per stanchezza. Ero stanca di vedere sottovalutata una generazione di ragazzi, di giovani uomini e giovani donne. Ho provato a fotografarli dalla prospettiva in cui li vedo io: profondi, combattivi, appassionati, privi di pregiudizi. Li vedo robusti, nonostante le loro paure, nonostante le loro insicurezze. La cosa più strana è che pur avendoli inventati io, questi personaggi, talvolta mi sembra di incontrarli davvero sui tram”.

In bocca al lupo Sara!

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