Piano delle alienazioni, l’opposizione: “Scriveremo alla Procura della Corte dei Conti”

I lavori del consiglio comunale del primo febbraio 2017

“Non potremo che chiedere al presidente del consiglio comunale di convocare  presto una commissione congiunta o conferenza capigruppo per avere ulteriore modo di approfondire il Piano delle alienazioni e cercare di capire se vi siano ancora margini di manovra per ottimizzarlo,  nella direzione di inserire immobili che hanno reali possibilità di essere dismessi, nonché  visionare  planimetrie, conoscere i  dati catastali ecc… e capire meglio come è stato determinato il valore economico degli immobili. Stiamo anche valutando di inviare una nota in merito alla Procura della Corte dei Conti”.

A sostenerlo sono 11 consiglieri di opposizione comunale, intervenendo con una lunga nota sul bilancio del Comune.

Il documento porta la firma di: Giuseppe Russotto, Calogero Scrimali, Pietro Munda, Giada Bennici, Francesco Moscato, Violetta Callea, Laura Termini, Maria Antonietta Grillo, Piera Di Franco, Antonio Terranova, Antonio Vincenti.

“Ci pare, a leggere certe dichiarazioni, che in attesa che venga approvato il bilancio, si  stia speculando – aggiungono i consiglieri di opposizione – un po’ troppo: l’assessore Cellura parla di blocco dei servizi a domanda individuale come la refezione scolastica,    quando sa benissimo che, trovandoci in esercizio provvisorio ed in base all’armonizzazione contabile, si lavora in dodicesimi, e viene considerata la spesa relativa all’anno precedente del bilancio pluriennale 2015-2017. L’assessore Cellura forse dimentica, poi, che il sindaco ha lasciato la città senza giunta per ben quaranta giorni, giorni  in cui Licata è rimasta paralizzata, e la refezione scolastica è  stata assicurata ai nostri bambini solo per una settimana da settembre a Natale”.

“Sappiamo tutti, poi, che il Piano delle alienazioni non rappresenta – aggiungono i 13 consiglieri comunali – che un’esigenza contabile che mira a far quadrare il bilancio.  Come?  Inserendo immobili di cui il Comune si vuole disfare vendendoli nel triennio. Tutto condivisibile, se non fosse che, di tutte le entrate stimate nel Piano, poco o nulla sarà da considerare entrata reale e non fittizia. Per fare un esempio, l’anno scorso, su sei milioni di entrate presunte nel piano di alienazioni,  abbiamo incamerato zero euro; anche per questo motivo, dunque, e di certo non per strategie politiche – quelle  le lasciamo volentieri all’ amministrazione Cambiano – abbiamo chiesto di ritirare il Piano delle alienazioni, per sperare di vedervi,  piuttosto, inseriti  immobili che hanno serie possibilità di essere venduti”.  

Non hanno firmato il documento i due consiglieri comunali del Pd: Tiziana Sciria e Vincenzo Sica. 

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