Operazione “Assedio”, resi noti i dettagli dell’operazione antimafia condotta a Licata

Conferenza dei carabinieri

I dettagli del blitz “Assedio”, condotto nel corso della notte dai carabinieri della compagnia di Licata e da quelli del nucleo operativo di Agrigento, sono stati resi stamani nel corso di una conferenza stampa al comando provinciale dell’Arma tenuta dal colonnello Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dei carabinieri, dal colonnello Rodrigo Micucci, dal capitano Francesco Lucarelli e dal tenente Carmelo Caccetta.

In avvio di conferenza sono stati resi noti i nomi delle sette persone sottoposte a fermo di indiziato di delitto. Si tratta di: Vincenzo Bellavia di 34 anni, Angelo Graci di 32 anni, Angelo Occhipinti di 65 anni, Giuseppe Puleri (l’unico non licatese) di 40 anni, Giuseppe Scozzari di 47 anni, Raimondo Semprevivo di 47 anni e Giuseppe Salvatore Spiteri di 46 anni.

“I provvedimenti – si legge nel comunicato stampa dell’Arma – sono stati emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione di tipo mafioso armata, finalizzata, alle estorsioni, nonché di concorso esterno in associazione mafiosa”. Quest’ultima accusa viene rivolta al consigliere comunale Giuseppe Scozzari.

“I carabinieri hanno accertato – si legge ancora nella nota – che l’organizzazione nutriva forti interessi nel settore delle slot machine. Attraverso una compiacente società di distribuzione di apparati elettronici da gioco, il cui titolare è stato sottoposto a fermo, aveva luogo infatti l’installazione pilotata di apparati da gioco in numerosi esercizi commerciali dell’hinterland licatese”.

“Nel corso delle investigazioni – aggiungono i carabinieri – è stata persino accertata un’estorsione per dei lavori di costruzione recentemente realizzati in Germania. Per essi la vittima, a seguito della sola intimidazione derivante dal vincolo associativo, non ha esitato a versare la somma di 5.000 euro”.

Durante la conferenza stampa, inoltre, è stato trattato il capitolo riguardante il fermo del consigliere comunale Giuseppe Scozzari.

“L’inchiesta ha riguardato – si legge ancora nel comunicato stampa -, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, il responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata, attualmente locale consigliere comunale il quale, in accordo con il reggente della locale famiglia mafiosa, Angelo Occhipinti, ha chiesto ed ottenuto l’appoggio elettorale del citato sodalizio durante le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Licata svoltesi a giugno del 2018. In cambio avrebbe garantito – si legge sempre nella nota stampa – la sua disponibilità all’organizzazione in diverse circostanze, principalmente nell’ambito di necessità di carattere diagnostico presso il nosocomio di Licata”.

 

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