Omicidio di Pasquetta, il presunto killer di Angelo Carità chiede il giudizio con rito abbreviato

Il luogo del delitto Carità

Il presunto killer di Angelo Carità, l’imprenditore agricolo licatese ucciso lo scorso anno nel giorno di Pasquetta, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.

A presentare la richiesta al giudice dell’udienza preliminare è stato, tramite il suo avvocato Antonino Casalicchio, il ravanusano Orazio Rosario Cavallaro. Quest’ultimo, dunque, sarà giudicato dallo stesso Gip, senza istruttoria. Il rito abbreviato prevede, tra le altre cose, che in caso di condanna la pena venga ridotta di un terzo.

L’omicidio di Angelo Carità, licatese condannato all’ergastolo per l’uccisione di Giovanni Brunetto e che da poco era stato rimesso in libertà per scadenza dei termini, avvenne il 2 aprile del 2018, il giorno di Pasquetta.

L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva trascorso la mattinata in un fondo di sua proprietà, nella periferia di Licata. All’ora di pranzo si era messo in auto per tornare a casa, ma c’era il killer in agguato. Carità venne fulminato mentre si trovava alla guida della propria auto, ed ogni tentativo di fuga si rivelò inutile. La vittima dell’agguato venne raggiunta da due colpi di pistola calibro 9, che si rivelarono mortali.

Nel successivo mese di ottobre, Orazio Rosario Cavallaro finì in carcere con l’accusa di essere il killer di Angelo Carità.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*