Nel maggio del 1646 tutti i licatesi vennero chiamati alle armi, si preparava un’altra guerra?

Licata antica

E’ un altro viaggio nel tempo, quello che facciamo oggi grazie al Fondo Librario Antico diretto da Angelo Mazzerbo.

Una nuova ricerca tra i tanti documenti custoditi al primo piano dell’ex convento Francescano, ha consentito al Fondo di recuperare una chiamata alle armi della popolazione licatese datata maggio del 1646.

“Il documento contiene – scrive il Fondo Librario Antico – due bandi e comandamenti emanati in un unico provvedimento dal Capitano D’armi e Guerra della Città di Licata, Don Geronimo De Niebes (Nieves). Il bando era scandito dal banditore (vanniaturi) che a suon di tamburo e ad alta voce comunicava, passando per le strade del borgo, le decisioni prese dalle autorità locali e da quelle regno”.

“Il documento che esamineremo, nella prima parte contiene in sostanza – aggiunge il Fondo – una chiamata generale (rassegna) rivolta a tutti i cittadini licatesi abili alla guerra per verificare il numero dei combattenti, l’efficienza delle armi e del materiale in loro possesso. La rassegna delle armi era prevista per giorno 27 maggio del 1646. La pena riservata ai contravventori “nobili” era di quattro onze (circa 720 euro di oggi) a quelli “ignobili” cioè di bassa condizione sociale, quattro tratti di corda (frusta).

Nella seconda parte del documento, l’altro bando, sempre emanato dal capitano Geronimo de Niebes, è vietato l’uso di armi da fuoco dopo la chiusura della Porta Maggiore che si trovava dove oggi c’è l’edicola nei pressi del Palazzo di Città. Anche in questo caso erano previste delle sanzioni. Purtroppo il documento è mutilo nella parte finale”.

Il documento non svela quanti erano gli “abili alle armi” a Licata quell’anno del ‘600, ma si sa che la popolazione era superiore rispetto a molti altri centri siciliani.

Ecco il testo integrale del documento, pubblicato dal Fondo Librario Antico sulla propria pagina Facebook.

 “Bando et Comandamento da parti del Spettabile Capitano et Sargente Maggiore Don Geronimo De Niebes Castellano del Regio Forte et Governatore del Castello del Forte Sant’Angelo et Capitano D’Arme et Guerra In questa Citta della Licata per lo quale Si ordina proveda et comanda a tutta et qualsivoglia persone cossi Cittadini come habitatori di qualsivoglia stato grado et Condictione et foro che siano, che Domenica che sarranno li 27 del presente mese di Maggio ogn’uno cossi di piedi come di cavallo acti alla guerra si habiano di trovare pronti et In ordine sotto le loro Bandere et Stendardo con li stessi Armi che passaro mostra l’Anno passato Innante il Prencipe della Cattolica, Mastro di Campo della Sargenteria di Girgenti ad effecto di prendersi mostra generale et reconoxersi tutti le genti d’Armi et questo sotto pena alli nobili di onze 4 di applicarsi al Regio fisco Patrimoniale e di due Mese di Carcere et all’ Ignobili di quattro tratti di Corda et altre peni reservati ad Arbitrio di detto Spettabile capitano D’Arme”

“Item si ordina proveda et Comanda da parte di detto Spettabile Capitano D’Arme che nessuna persona di qualsivoglia stato grado et Condictione et foro che sia et privilegiata ardisca ne prosuma del hora che Sara serrata la Porta Maggiore per Insino alla facta del giorno sparare Maschi Arcabuggi Scopetti ne altri stromenti di foco per qualsivoglia causa Senza expressa Licenza di detto Spettabile Capitano D’Arme sotto la pena di quattro tratti di corda et di unzi quattro per ogni Contraventore per ogni volta che contraverra di…”

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*