Museo, mille visitatori in 4 mesi: si deve fare di più

Foto del chiostro della Badia, sede del museo di Licata

Quattro mesi, quasi mille visitatori. Sono i “numeri” del nuovo museo archeologico.
Inaugurato il 27 luglio scorso, dopo quasi otto anni di chiusura per eseguire lavori di restauro e messa in sicurezza, il museo è un vero e proprio “gioiello”.

Ospita reperti che vanno dalla preistoria al medioevo ed ha come “punta di diamante” il “Tesoretto della Signora”, monili di pregevolissima fattura ritrovati in una delle case dell’antica Finziade negli anni ’90 e per la prima volta esposti nel museo. In precedenza era stato possibile ammirarli soltanto in occasione di una breve mostra ospitata a Palazzo Frangipane o al museo archeologico di Agrigento.
Chi, finora, ha visitato il museo, uscendo ha detto di essersi “lustrato gli occhi”. Soprattutto agli stranieri, che non sono stati pochi, quanto contenuto nel chiostro dell’antica Badia ha quasi fatto gridare al miracolo. Ma quanti conoscono il museo di Licata? Quanti sanno che lo “scrigno” è stato finalmente riaperto ed è pronto a mostrare i propri tesori? Probabilmente pochi. Del resto poco meno di mille visitatori in quattro mesi non sono un numero esagerato, anzi diciamo che probabilmente ci si aspettava di più.

Allora bisogna interrogarsi su quanto è stato fatto per promuovere il museo archeologico di Licata e, soprattutto, su quanto si può fare ancora. Senza un’adeguata campagna di comunicazione, senza ancorare il sito a tutta una serie di eventi, senza “raccontare” ai tour operator ciò che ospita, sarà difficile rilanciarlo.
Però l’antico chiostro della Badia è tornato a splendere solo da poco, perciò c’è tutto il tempo che si vuole per agire, ma bisogna farlo.

Il risultato a cui mirare, a nostro avviso, è quello dello scorso 7 agosto, quando in un sol giorno ben 103 persone hanno visitato il museo. Oppure il 22 settembre, quando i visitatori sono stati addirittura 111. Per far ciò è, però, necessario, aprirlo tutti i giorni. Al momento il museo è aperto dal martedì al sabato, dalle 9 alle 13, ed il giovedì ed il sabato anche dalle 15.30 alle 18. Non c’è abbastanza personale per aprirlo anche la domenica.
Allora bisogna “inventarsi” qualcosa per offrire sette giorni su sette le “meraviglie” di questo sito ai licatesi ed ai turisti.

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