Marco Zimmile: “Rischiamo un Natale povero e senza eventi, ma può salvarci la cultura”

Zimmile e le cornamuse

Da Marco Angelo Zimmile, consulente del lavoro e musicista, arriva una riflessione su quello che sarà il prossimo Natale a Licata, certamente “povero” con riguardo a luminarie ed intrattenimento considerato che le casse del Comune sono vuote.

“Siamo entrati nel mese di dicembre, un periodo che fin da bambini ci fa sentire nell’aria qualcosa di diverso, di particolare, di speciale. Ci approssimiamo al Santo Natale, un Natale che, per motivi ben conosciuti, non sarà come vorremmo – scrive Zimmile sul suo profilo Facebook – per l’assenza di quella serenità che una volta era normale. Ma c’è una cosa che nessuno può toglierci: la tradizione. Anche se, nella peggiore delle ipotesi, non dovessero esserci fondi, luminarie, corsi addobbati, negozi scintillanti, piste di pattinaggio, slitte di Babbo Natale, trenini, presepi viventi, mercatini di Natale, varie ed eventuali, le mie cornamuse, come ogni anno, suoneranno, suoneranno come sempre. Suoneranno – aggiunge Zimmile -perché le musiche ed i canti religiosi tipici della pietà popolare che ci accompagnano sin dalla nascita rappresentano la nostra fede e tradizione, una cultura che non può e non deve essere persa, perché è da lì che veniamo”.
“Finché avrò fiato quel suono – conclude Marco Angelo Zimmile – si continuerà a udire, insieme a quello delle zampogne, annunziatrici dell’avvento, che accompagnano i canti di devozione alle edicole votive e nelle pastorali. Se non conosciamo e non rispettiamo il nostro passato non possiamo avere un futuro”.

 

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