Maltempo, Tardino: “La Regione ha dichiarato lo stato di calamità, ora serve la stima dei danni”

Strada comunale Marcotta

“La Regione Siciliana ha provveduto a dichiarare lo stato di calamità ed ha avanzato ai competenti organi statali la richiesta dello stato di emergenza. Il Comune di Licata, ovviamente, rientra tra i territori inseriti, ma l’invito che abbiamo ricevuto è quello di aggiornare, per il tramite della Regione, la stima dei danni subiti, alla luce dei fatti più recenti”.

A scriverlo, in una lettera indirizzata al sindaco Pino Galanti, è l’eurodeputata licatese della Lega Annalisa Tardino.

“Tramite l’ufficio emergenze – scrive Tardino – siamo entrati in contatto con il Dirigente generale del Dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana, il quale è ovviamente a conoscenza della drammatica situazione in cui versa il nostro comune, e che si è messo a disposizione per tutto ciò che dovesse essere necessario per far fronte all’emergenza.

Tra l’altro, viste l’entità e la drammaticità dei fatti di ieri, si potrebbe procedere anche con l’adozione di misure eccezionali, delle cui spese potrebbe poi farsi carico lo stesso Dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana nel rispetto, ovviamente, di tutte le condizioni.

Inoltre, considerata la difficoltà economica in cui versa il nostro comune, e vista l’eccezionalità degli eventi occorsi, ci è stato suggerito di procedere con un debito fuori bilancio, relativo a lavori pubblici di somma urgenza, causati dal verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile”.

“Come lei saprà, tale procedura consentirebbe di individuare una ditta locale, in grado di mettere in atto – aggiunge l’eurodeputata – le misure necessarie e urgenti per la messa in sicurezza e il ripristino dei luoghi, nonché per l’assistenza ai nostri cittadini, secondo le modalità che lei e la Protezione civile riterrete opportune. Resto a disposizione per ogni ulteriore attività di intermediazione, e per condividere con lei i contatti delle autorità nazionali coinvolte”.

 

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