Lo chef Vincenzo La Cognata rivisita il Muffulettu e (da casa) lo prepara con i suoi studenti

Muffulettu alberghiero

Ieri, giorno del Venerdì Santo, avete mangiato il muffulettu?

Che domanda, certo che lo avete mangiato. Che licatesi sareste altrimenti?

Del resto la storia del muffulettu parla chiaro. Questo buonissimo pane speziato veniva consumato, in origine, soltanto in occasione di importanti eventi religiosi: il Venerdì Santo ed il Corpus Domini. La tradizione imponeva che, condito con il tonno, si gustasse all’alba del Venerdì Santo, dopo la “nottata” trascorsa, dai licatesi, nel centro storico per accompagnare il Cristo Morto e la Madonna Addolorata.

La tradizione è stata mantenuta, ma ora il muffulettu si può gustare anche ogni giovedì, acquistandolo nei panifici che lo preparano proprio quel giorno della settimana.

Ma c’è anche chi, senza toccare la tradizione, il muffulettu lo ha rivisitato. Si tratta di Vincenzo La Cognata, chef di cucina naturale e docente all’alberghiero “Filippo Re Capriata” di Licata. Ieri sera, malgrado fossero già iniziate le vacanze di Pasqua, lo chef ha guidato i suoi studenti (ognuno a casa propria ovviamente) nella preparazione del muffulettu. Hanno lavorato fino a tarda serata per ottenere un prodotto di cui si sono detti molto soddisfatti.

“Lo spazio e il tempo, in questa dimensione che stiamo vivendo – commenta La Cognata – sono relativi. Piuttosto questa situazione ha rafforzato il legame con gli allievi, e ci ha permesso di sviluppare nuove sinergie”.

“Mi fa molto piacere – aggiunge lo chef – vedere i ragazzi entusiasti. Al pari degli insegnanti, ci stanno mettendo molto impegno e questo è un buon segno. La didattica, sia pure a distanza, dunque sta andando avanti regolarmente”.

Vincenzo La Cognata ci ha fornito la ricetta del “Muffulettu farcito con tonno, pecorino, e asparagi, condito con olio evo val di Mazzara Dop”.

Eccola:

20 grammi di semi di finocchio, 3 cucchiai di olio, 500 grammi di farina di semola di grano duro, 500 grammi di farina 0 oppure 00, 5 grammi di cannella, 20 grammi di sale, pepe macinato, 25 grammi di lievito, acqua quanto basta.

“Abbiamo realizzato il muffulettu con i ragazzi – conclude Vincenzo La Cognata – in simultanea: io a casa mia e loro nelle rispettive abitazioni. Poi lo abbiamo farcito e mangiato, proprio come se fossimo insieme, a scuola”.

(Foto Vincenzo La Congata)

4 Comments

  1. Muffulettu con carne il Venerdì Santo, orribile sacrilegio
    I muffulettu si facevano e si mangiavano farciti di salsiccia al Corpus Domini, nella festa del grano appena arrabbiato, con la farina del grano novello

  2. Perché che cosa sono i semi di anice?
    In italiano semi di anice oppure semi di finocchietto selvatico.
    In dialetto ciminiduci.

  3. I semi di anice possono essere utilizzati interi essiccati oppure tritati e ridotti in polvere. L’anice verde ha in realtà degli utilizzi simili a quelli dei semi di finocchio, con i quali può essere confuso a prima vista o con i quali può essere sostituito nelle ricette…ma non sono la stessa cosa sono simili. Comunque complimenti allo chef Vincent

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