#licatesi a casa…nel mondo. Veronica, infermiera nella zona rossa: “Che belli i sorrisi dei guariti”

Veronica Russo

E’ una storia che arriva proprio dalla prima “Zona Rossa” d’Italia quella che vi raccontiamo stasera. La storia di Veronica Russo, infermiera licatese che vive e lavora nel lodigiano, a San Colombano, a due passi da Codogno.

Ecco la sua testimonianza:

“Sembra un film, ma io non sono attrice, faccio l’infermiera. Per me una vocazione, se indossi questo camice devi sentirlo dentro, non puoi farlo per portare uno stipendio a casa. A fine febbraio, veniamo a conoscenza che a meno di dieci chilometri da noi, a Codogno, è stato accertato un caso di Covid. Momenti terribili, eravamo increduli. Pensavamo fosse lontana la Cina ed il virus era lì, ci siamo scoperti vicini invece. Attaccati. Uniti in quello che è diventato un dramma. Ci avvertono che sarebbe cominciata una corsa ad ostacoli, da lì a poco. Non sapevamo contro chi combattevamo all’inizio. Vedete, non conoscere il tuo avversario rende tutto terribilmente più difficile. Prendiamo consapevolezza e iniziamo a fare il nostro lavoro. Arrivano i primi casi, metabolizzi che devi dare di più, sarà lunga. Mi hanno chiesto tante volte se avessi paura. No, non ho mai avuto paura, sono un’infermiera, quando lavoro non ho paura, certo esiste una seria preoccupazione soprattutto per la situazione generale. Consapevolezza si, non puoi trasmettere paura, devi trasmettere coraggio.  Il mio senso del dovere va oltre, il mio timore è sempre stato quello di veder morire persone, e ne ho viste purtroppo. La mascherina e questi tutoni con cui vesto ogni giorno, per lunghi turni, ti stringono, ti soffocano ma lì ti fermi e pensi al senso della tua professione e della vita stessa: molte persone dipendono anche da te, Veronica, mi sono detta tante volte. Ecco da questo, parte la forza di non mollare. Vedere un guarito, un sorriso del tuo paziente e del familiare in ansia, riempie il cuore e ti ripaga di tanti sacrifici. Siate prudenti, il Covid non è vinto, state attenti. In questa fase serve il buon senso. Un abbraccio alla mia città che non vedo dalla scorsa estate, un saluto ai miei colleghi. Agli ex pazienti, le loro famiglie, una preghiera a chi si è dovuto arrendere con affetto e assoluto rispetto”.

(Foto Veronica Russo)

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