Una docente: “Non posso ricevere Astrazeneca, ma dal 26 febbraio attendo un altro vaccino”

Annamaria Milano

Vi raccontiamo la storia di una docente di Licata, Annamaria Milano, che insegna al comprensivo “Marconi” e della stessa scuola è responsabile della comunicazione. Una storia, che lei stessa racconta, che ha a che fare con il Covid e le vaccinazioni.

“Il 26 febbraio scorso – dice Annamaria Milano – nella qualità di insegnante del “Marconi”, sono stata convocata in ospedale a Licata per essere sottoposta a vaccino. Ho fatto un’attesa di tre ore, e quando è stato il mio turno, considerato che sono soggetto vulnerabile, mi è stato detto che non potevano inocularmi Astrazeneca, e che avrei dovuto attendere una nuova disponibilità di Pfizer o Moderna”.

E poi?

“Il 18 marzo mi richiamano dicendo – aggiunge Annamaria Milano – di tenermi pronta perché tra il 24 ed il 26 marzo sarei stata vaccinata con Pfizer o Moderna, ma io sto ancora aspettando. Non ho più ricevuto alcuna comunicazione. Alle 16.30 di oggi (5 aprile ndr) mi dicono che, se voglio, domani posso presentarmi all’ospedale di Ribera per essere vaccinata, ma non specificano con quale vaccino. Quindi potrei farmi un viaggio di circa un’ora e mezzo per arrivare a Ribera e, magari, sentirmi dire che hanno disponibile solo Astrazeneca e, di nuovo, che non possono inocularmelo. Ma ha un senso tutto questo?”.

“A questo punto – conclude Annamaria Milano – credo di poter dire che l’unica certezza che ho è quella dell’attesa. Ecco, potrebbe essere questo il nome di un nuovo vaccino: Attesa. A parte la battuta, vorrei che non solo per me, si facesse chiarezza attorno a questa vicenda. Ci dicano cosa dobbiamo fare, e quando”.

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