“La mia città (vista da lontano)”: il racconto di chi, pur avendola lasciata, non dimentica Licata

Angelo Marrali

Quanti sono i licatesi residenti nel Nord Italia, o all’estero? Tantissimi. Molti lavorano, altri studiano, c’è chi è andato via da poco e spera di tornare presto e chi si è stabilito in via definitiva altrove ed è felice, ma un salto nella terra d’origine la fa sempre.

“La mia città, vista da lontano”, è una nuova rubrica, di cui si occuperà Vincenzo Montana, giornalista licatese che da tre anni insegna al Nord, ma qui torna ogni volta che gli è possibile. Grazie a questa nuova rubrica intendiamo dare voce a chi è lontano (ma il cuore è rimasto in riva al Salso), ma non ha mai perduto i contatti con la terra in cui è nato. A loro chiediamo di fare un’analisi, “da lontano”, di Licata.

Vincenzo Montana ha intervistato Angelo Marrali, una delle prime voci delle radio libere di Licata, protagonista in tv e nel sociale.

Vi proponiamo l’intervista e, in coda, un breve curriculum di Vincenzo Montana che, con questo articolo, inizia la collaborazione con quilicata.it.

 

di Vincenzo Montana

“Vista da lontano, la mia città”. E’ una rubrica che vuole allacciare, mantenere radici, ricordi di licatesi che tali rimangono, anche e soprattutto dopo trent’anni di vita nel nord industrializzato ma(forse)mai pienamente sentito come casa propria. Anche chi scrive, fa parte della categoria non senza quella nostalgia che ti tiene vivo il sentimento per lei, la tua città. Per questo primo numero, abbiamo sentito Angelo Marrali, dj delle prime radio libere degli anni settanta, conduttore ma soprattutto voce del Licata calcio in serie B. Apprezzato dal pubblico del tempo che ancora oggi ne ricorda le gesta sportive. La sua è una storia, tutta cuore e passione. Nasce in Belgio sessant’anni addietro, il padre lasciò la Sicilia per  andare a lavorare in miniera, si guadagnava bene ma un incidente cambiò tutto. Angelo aveva appena due anni, tornò con il resto della famiglia a Licata, orfano di padre. Abitava in Via Principe di Napoli, in quelle strade cominciò tutto.

Angelo, la tua voce è riconosciuta ancora oggi da molti sportivi licatesi e non, raccontaci l’inizio

Fu un caso, un gioco, sotto casa c’era un locale, il blue moun, cominciai a fare qualche serata in quel posto come dj. Mi divertivo, e poi..

E poi?

E poi provai l’impatto con le famose radio libere, Licata aveva un gran fermento. La prima fu Radio Centro Licata ma ero piccolino, trovavo poco spazio, quindi mi spostai a Radio Imera dove, con amici che oggi vivono  ancora a Licata e sono conosciuti come Peppe Indaco e Peppe Incorvaia conducevamo programmi con voce, musica ed un grande amore verso questo mondo. 

Angelo, con la sua voce inconfondibile, sottolinea il grande rapporto che si aveva col pubblico. “ Chiamavano noi forse prima dei carabinieri(ride)anche quando accadeva qualche fatto di cronaca, eravamo diventati un punto di riferimento per la città”.

Il capitolo successivo, è quello televisivo

 

E in tv come ci sei arrivato?

Era il 1987, nasce Tele Video Faro, in un piccolo appartamento nei pressi della Chiesa di S. Domenico, conducevo un programma, si chiamava “Il Gioco vale la candela”, 

non eravamo ancora attrezzati nemmeno per un telegiornale. Pensate che telecamere e altri strumenti, spesso venivano forniti da alcuni fotografi locali.

Tu sei ricordato, soprattutto per essere stato la voce del Licata calcio in serie B

Si, ho cominciato con la squadra in C con un programma sportivo di successo, occupandomi, come facevi anche tu, di una sorta di domenica sportiva siciliana. Fu un successo inaudito. Con la squadra promossa in B, fui contatto da Telecolor di cui divenni inviato per la fortunata ed ancora attuale “Diretta Stadio”. 

Vivi In Emilia Romagna da decenni, sei sposato con Maria dalla quale hai avuto Ivan e Alessandro. Hai una vita piena ma Licata rimane presente?

Quando mi chiedono da dove vengo, non rispondo Sicilia oppure Agrigento, dico Licata. Fiero della mia città, sono informato sui fatti che accadono, mi sento ancora come se abitassi giù. Vengo almeno una volta all’anno ma sarò più presente.

Oggi la città vive, forse il suo momento peggiore da oltre trent’anni. Giovani via, economia in ginocchio e risorse non valorizzate. Come vedi la tua città a 1500 chilometri di distanza?

Con ottimismo, non sono come quelli che guardano sempre al nero, Licata è bellissima e si rialzerà. Quando sei lontano apprezzi di più, nei miei momenti difficili, penso a lei, alla mia amata città, agli anni d’oro e mi rinfranco. Sono andato via ma sono sempre innamorato di casa mia, Licata.

 

 

Vincenzo Montana, 34 anni. 

E’ un giornalista, iscritto all’ elenco pubblicisti. Muove i primi passi, molto presto, appena maggiorenne tra vari giornali locali di Licata e territori limitrofi. A 21 anni comincia a collaborare stabilmente con “Tv Alfa” televisione licatese di cui diviene redattore e conduttore del telegiornale. Garbato ma pungente, amante della notizia ricercata e non banale, con la cronaca sportiva trova spazio e soprattutto grandi consensi da parte del pubblico che ne apprezza l’operato: radio e telecronista sportiva, per anni voce del Licata calcio, è stato anche inviato per la Gattopardo e opinionista dei campionati di eccellenza e promozione. Ha collaborato, tra gli altri con il quotidiano ” La Sicilia”, Agrigentonotizie, Agrigentooggi. Speaker dello stadio “Dino liotta”, sul palco anche per la presentazione di diverse serate di piazza ed eventi privati. Nel luglio del 2012 e per i successivi sei anni, decide di intraprendere la carriera imprenditoriale ma rimanendo in tema, rileva l’emittente radiofonica “Radio Azzurra”, diventando editore. Presto la radio si stabilisce tra i primati dell’informazione locale sia sulle frequenza che sul web, con il taglio giornalistico scelto. Attualmente è anche Direttore del quotidiano on line “Siciliasportmagazine”. Laureato in Giurisprudenza, da tre anni vive tra Bergamo e Brescia dove è stato docente di scuola secondaria superiore, per poi decidere di intraprendere, sempre per l’istituzione scolastica, il percorso amministrativo, incarico che ricopre attualmente. “Sono andato via, dice, ma amo Licata e spero di tornare a viverci, e contribuire alla ripresa di una comunità che si rialzerà”.

(Nella foto di copertina Angelo Marrali) 

1 Comment

  1. Sono nata e cresciuta in Germania.. ma scendevo a Licata 3 volte all’anno per poi trasferirmi lì per sempre.. condono stata per 10 anni per poi risalire in Germania con marito e figlia.. perché purtroppo a Licata non c’era lavoro. C’è chi la giudica chi la offende chi la disprezza. Sonpbin Germania ma il mio cuore e rimasto a Licata

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