Inchiesta “Sorella Sanità”, tra gli indagati anche Pullara. Il deputato: “Sono estraneo ai fatti”

Un'auto della guardia di finanza

Si chiama “Sorella Sanità” l’inchiesta condotta dalla guardia di finanza che ha portato all’arresto, all’alba di oggi, di 12 persone. Inchiesta che, secondo le accuse, avrebbe rivelato mazzette per pilotare appalti, nella sanità, per oltre 600 milioni di euro.

Gli arrestati sono: Fabio Damiani, direttore generale dell’Asp di Trapani Fabio Damiani, Salvatore Manganaro, 44 anni di Agrigento, condotti in carcere. Ai domiciliari: il coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19, ex commissario straordinario e direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonino Candela, Giuseppe Taibbi, Francesco Zanzi, Roberto Stata, Angelo Montisanti, Crescenzo De Stasio, Ivan Turola, Salvatore Navarra.

Tra i 23 indagati ci sarebbe anche il deputato regionale licatese Carmelo Pullara, capogruppo di Autonomisti e Popolari all’Ars, vice presidente della Commissione Sanità e componente della Commissione Antimafia. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, Pullara sarebbe indagato per turbativa d’asta.

In una nota diffusa nella tarda mattinata di oggi, Pullara si dice “estraneo ai fatti. Non ho ricevuto – aggiunge il deputato licatese – alcun avviso di garanzia”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*