Il Cantalupo compie 50 anni, e per festeggiare il compleanno si regala una stagione da record

Cantalupo

Quest’anno il melone Cantalupo spegne 50 candeline. Lo squisito frutto, infatti, nel nostro territorio si produce esattamente da 50 anni.

E Paolo Iacopinelli, agronomo licatrese, ne ha approfittato per raccontarne la storia.

Ci ha inviato ciò che ha scritto sul Cantalupo, dalle origini ad oggi, e noi volentieri lo pubblichiamo. Tra l’altro, per la prima volta dopo anni, questa è una buona stagione per il melone, considerato che il prezzo di vendita è alto ed i produttori, finalmente, “respirano”.

Ecco lo scritto di Paolo Iacopinelli:

“A cinquanta anni delle prime produzioni

BREVE STORIA del melone a Licata, oggi capitale italiana del melone cantalupo precoce.

La coltivazione del melone cantalupo sul territorio licatese inizia già all’indomani della seconda guerra mondiale.

In particolare, in quel periodo veniva coltivato il cosiddetto “melone sciauru”, un ecotipo locale molto profumato, avente un’area di commercializzazione molto ristretta in ambito regionale.

A partire dai primi anni ’70, con l’installazione delle prime serre sul nostro territorio e con l’arrivo della nuova figura professionale, quella dell’imprenditore commerciante proponente dei contratti di produzione e di acquisto, inizia ad espandersi di anno in anno la coltura sotto serra e sotto tunnel. Così dai 15 ettari di coltivazione registrati nei primi anni si arriva ai circa 1.500 ettari dei nostri giorni, consentendo a Licata di divenire la capitale italiana del melone cantalupo precoce.

La storia moderna del melone cantalupo a Licata inizia nel 1970, 50 anni fa. Roberto Bersani, imprenditore nativo della provincia di Piacenza, è da considerarsi il legittimo pioniere.

Bersani, trasferitosi a Licata, inizia a proporre agli agricoltori locali la stipulazione di contratti atipici.

In forza di tali contratti Bersani garantisce ai coltivatori (venditori) il seme (la cosa più importante), l’assistenza tecnica con i prodotti antiparassitari da utilizzare e la plastica per la copertura dei tunnel.

Il compratore e i venditori stabiliscono previamente il prezzo spettante ai secondi, determinato in base ai periodi di raccolta.

Vengono anche stabilite le modalità colturali, i tempi di trapianto e di raccolta e le penalità in caso di inadempienza.

Per gli amanti della curiosità e, più in generale, della storia economica di Licata, allego una copia fedele di un contratto stipulato nel dicembre del 1979. Tale documento ha costituito parte integrante della mia tesi di laurea, intitolata “Produzione e mercato delle colture in ambiente protetto nella zona di LICATA”, presentata nell’anno accademico 1979-1980.

L’esperienza Bersani finisce nel 1981, come mi ha riferito proprio in questi giorni uno dei suoi più stretti collaboratori a Licata, Michele Farruggio. I persistenti fenomeni mafiosi, delinquenziali ed estortivi (con il conseguente scoppio di bombe nei locali commerciali dell’imprenditore) fanno, invero, desistere Bersani, il quale, non volendo piegarsi alle richieste dei mafiosi, decide di abbandonare il nostro territorio.

Dopo questa esperienza, non vigendo più alcun vincolo di esclusività spettante fino ad allora a Bersani, la ditta sementiera, Peto Seeds, inizia a mettere in vendita il seme della varietà F1 di melone cantalupo, l’EUROMARKET M.974. Tale varietà diviene così conosciuta con il suo nome commerciale, tenuto celato da Bersani in forza del segreto industriale.

Al contempo, iniziano ad espandersi le superfici di coltivazione su tutto il territorio licatese e anche sui vicini comuni di Palma di Montechiaro, Favara, Agrigento, ad ovest, e di Butera e Gela, ad est. Per circa dieci anni, l’Euromarket M.974 è l’unica ad essere coltivata, con alterne fortune e con grossi limiti di tenuta post- raccolta.

Agli inizi degli anni ’90, inizia poi ad affermarsi la coltivazione delle varietà long life, tra le quali si ricorda l’F1 “Fiola”, comunemente chiamato “mundial” ed una varietà ibrida F1 “Proteo” (un tipo a buccia gialla con un buon grado zuccherino).

Nel corso degli anni la coltura del melone cantalupo diventa tipica del comune di Licata, rimanendo invece coltura secondaria nelle altre aree limitrofe.

Nel 2006 viene introdotta la varietà ibrida F1 long life “RED FALCON”. A seguito della costituzione del consorzio Mundial, la stessa diviene varietà di riferimento per il periodo di produzione medio-tardivo, che va dal 20 Aprile al 15 di Giugno. La coltivazione interessa più di 750 ettari tra i territori di Licata e Palma di Montechiaro. Nell’anno corrente, i restanti 750 ettari sono stati destinati alla coltivazione di altre varietà a buccia verde o gialla, come ad esempio Fiola, SV.97.90, Proteo e Dafne.

La produzione di quest’anno è iniziata nella prima settimana di Aprile e, nonostante la riduzione di circa il 20% causata dagli attacchi del Tomato leaf curl New Delhi virus (ToLCNDV), è stata qualitativamente buona ed apprezzata sui mercati nazionali ed esteri.

Le quotazioni sono state soddisfacenti per i produttori (con prezzi che si aggirano da 1 a 1,30 euro al kg).

Si tratta senz’altro di una bella boccata di ossigeno per i nostri produttori, che sperano certamente in un buon prosieguo della stagione produttiva, con prezzi costanti e remunerativi.

Certamente, se la crisi sanitaria del Covid-19 non avesse azzerato i consumi nel settore della ristorazione, la stagione sarebbe stata ancora maggiormente favorevole.

In merito al melone cantalupo tante sono le problematiche ancora da affrontare: in primo luogo, la difesa del potere contrattuale degli agricoltori, i quali subiscono in maniera spesso subalterna lo strapotere della Grande distribuzione organizzata.

C’è sicuramente ancora tanto da fare nella produzione per garantire tracciabilità e rintracciabilità e accorciare i passaggi dalla produzione al consumo. Godiamoci però il momento favorevole e festeggiamo i 50 anni del melone cantalupo a Licata. Ricordiamo con riconoscenza l’imprenditore Roberto Bersani. Mettiamo insieme tutte le nostre migliori risorse politiche, imprenditoriali, professionali e sindacali per lanciare LICATA, CAPITALE NAZIONALE DEL MELONE CANTALUPO PRECOCE con momenti di studio, di confronto ma soprattutto di proposta per difendere la nostra risorsa in ambito nazionale ed Europeo”.

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