“Identità Golose” esalta Pino Cuttaia: “La capacità di rievocare è l’ingrediente magico dei suoi piatti”

Pino Cuttaia

“E’ lo chef della memoria; aggiunge sempre alle sue portate quell’ingrediente segreto, quasi magico, che è la (ri)evocazione: i panni stesi, le vie assolate, i mestieri che non ci sono più, i profumi dal tinello, i sapori dimenticati, la cultura antica della campagna. Insomma una Sicilia che esiste ancora quasi solo nel ricordo e nella narrazione; un bel mondo antico, che diventa nostalgicamente ancora migliore al cospetto delle contraddizioni del presente”.

E’ il giudizio, assolutamente lusinghiero che l’importante portale italiano di enogastronomia, “Identità Golose”, dà dello chef licatese Pino Cuttaia, titolare del ristorante “La Madia”, due stelle Michelin.

“Pino Cuttaia – si legge ancora nell’articolo firmato da Carlo Passera per “Identità Goliose” – fa di questa sua abilità comunicativa – che lui esprime con naturalezza, grazie alla sua carica di umanità – una straordinaria materia prima nascosta che utilizza nelle sue preparazioni; le quali, ottime di loro, diventano persino migliori perché arricchite di tale addendo fascinoso, che proietta il commensale al di là del piatto. Tutto è ancor più buono, perché te lo prepara uno chef d’alta cucina, ma è come se te lo servisse una nonna, dandoti una carezza”.

Quadro di Alici (capolavoro assoluto), Pizzaiola, Cannolo di melanzana, Nuvola di caprese, CornucopiaMolti sono i suoi piatti celebri; tanti, che lui non ha nemmeno necessità di variare troppo il menu”.

“Pino, poi, ha inaugurato di recente una fase nuova, che può essere assai fertile: il passaggio – si conclude il pezzo di Carlo Passera – da un punto di vista personale a uno collettivo; la proiezione della sensibilità dello chef, del sua essenza diremmo filosofica, a elemento di lettura del presente, così che diventi fattore d’indagine sociale e culturale. Ne è prova ‘nnumari. È il tassello che mancava, per un’ulteriore crescita”.

 

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