I pescatori di Licata giudicano eccessivi i controlli: “Siamo pronti a restituire le licenze”

Pescatori protestano

I pescatori di Licata, titolari delle barche che pescano “a strascico”, oggi hanno interrotto la battuta di pesca e con largo anticipo sono tornati nel porto, per protestare contro i controlli che giudicano eccessivi.

Poco prima delle 13 (abitualmente rientrano non prima delle 16) hanno fatto ritorno al porto ed hanno inscenato un sit -in di protesta, pacifico, sulla banchina. Hanno, quindi, spiegato le ragioni della protesta.

“Da qualche giorno a questa parte – dice Rosario Cosentino, uno degli armatori – pescatori – vengono eseguiti controlli serratissimi, anche con la presenza di ispettori che vengono da fuori, sui motopesca. Ad alcune imbarcazioni è stato sequestrato, da parte dell’autorità competente, il pescato e gli armatori stanno attendendo di sapere a quanto ammonta la multa. Noi lavoriamo in piena regola, rispettiamo le leggi, paghiamo le tasse, ma continuano a contestarci l’ampiezza delle maglie delle nostre reti. Ma qui non siamo in Norvegia, è difficile sottostare alle regole dell’Europa. A queste condizioni non possiamo più uscire in mare, e siamo pronti a restituire le licenze di pesca”.

“Io – dice Salvatore Gueli, un altro pescatore – sono stato fermato stamattina in mare e mi è stata fatta salpare la rete per controllarla. Sto aspettando di sapere se sarò multato oppure no, ma in queste condizioni per noi lavorare è impossibile. Siamo certi di rispettare le leggi, chiediamo solo di poter lavorare. La mia imbarcazione da lavoro a 5 famiglie, cosa faremo senza?”.

I pescherecci che pescano “a strascico”, a Licata, sono circa 40 e gli addetti al lavoro sono, complessivamente, 200.

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