“Fedele alla Corona durante la rivoluzione di Messina”, quando una regina ringraziò Licata

Antica stampa di Licata

C’è stato un tempo in cui una regina, Marianna d’Austria, ringraziò formalmente la città di Licata per la fedeltà dimostrata alla Corona in occasione della rivolta di Messina, nel 1674.

E’ un’altra scoperta del Fondo Librario Antico, diretto da Angelo Mazzerbo, che continua a rivelarsi un vero e proprio “contenitore” di tesori.

Quello che riportiamo è il post che, sulla pagina del Fondo, è stato pubblicato ieri sera.

“Vi mostreremo – scrive il Fondo – i documenti nello stesso ordine in cui li abbiamo recuperati, partendo dalla lettera di ringraziamento che una regina ha fatto alla nostra città, passando per la rivoluzione di Messina, per ritornare alle misere vicende (più avanti capirete perché) riguardanti la nostra città”

Ecco la lettera della regina: “MADRID 21 NOVEMBRE 1674.

La Regina (Marianna D’Asburgo https://it.wikipedia.org/…/Maria_Anna_d%27Asburgo_(1634-169… ) scrive ai Giurati (amministratori) della dilettissima Citta’ di Licata ( …magnificos fieles y amados nostros Jurados de nostra Deleytissima ciudad de la licata…) ringraziandoli per la fedeltà dimostrata e per l’aiuto concesso durante la rivolta di Messina (https://it.wikipedia.org/wi…/Rivolta_antispagnola_di_Messina)
(…habiendo entendido el particular afecto con que haveys obrado en esta ocasion de lo yncedentes de messina y los medios con que haveys asistido por nostra parte…)”.

E poi la risposta dei giurati: “LICATA 1 FEBBRAIO 1675.

(IMMAGINE 3-4) “I GIURATI DI LICATA RINGRAZIANO LA REGINA”

I Giurati (Amministratori) della Città di Licata, Francesco Scicolone, Giuseppe Serrovira e Giovan Battista Avila, rispondono alla lettera della Regina ringraziandola per l’attestazione di stima rinnovando la fedeltà della Città ai Reali di Spagna. La lettera si conclude “baciando i Reali piedi della Regina” (…besan los reales pies de vostra magnificencia…)

LICATA 13 APRILE 1675”.

Ma le storie raccontate ieri sera dal Fondo Librario Antico sono diverse. Eccone un’altra: “I FRANCESI (ALLEATI DEI MESSINESI) CON 14 VASCELLI ATTACCANO LA CITTA’ DI LICATA; I GIURATI DISPERATI, A CORTO DI MUNIZIONI E CON LE TORRI DANNEGGIATE CHIEDONO AIUTO ALLA CORONA DI SPAGNA CHE NON RISPONDE”. “I Giurati (Amministratori) della Città di Licata, Francesco Scicolone, Giuseppe Serrovira e Giovan Battista Avila, comunicano al Vicerè e al Tribunale del Real Patrimonio che i Francesi con 14 vascelli stanno attaccando la città:
“…14 vaxelli francesi in questi mari e che dui di essi le più grossi accostandosi piu degli altri avessiro incominciato a cannoniare la città et il castello dalli quali si ci havesse risposto pure con la loro artiglieria… avvisamo a vostra eccellencia come il combattimento durò tre ore circa arrivando le palle de nemici fin dentro della Citta e del castello maritimo ma per gratia del signore senza danno di persone…”
I Giurati comunicano anche che tutti i cittadini si sono battuti con onore a costo di perdere la vita per la patria e in difesa della Real Corona:
“…tutti questi Populi generalmente con ogni prontezza hanno preso gli armi in defensione della patria e tutti espostissimi di perdere la vita in servitio della Real Corona…”
I Giurati si lamentano della mancanza di risposta alle loro ripetute richieste di aiuto e dell’impossibilità di tassare ancora i cittadini di Licata in totale miseria:
“…pero non lasciamo di dire a Vostra Excellencia che dui corrieri habbiamo mandato a Vostra Excellencia et altri tre in Palermo al Tribunal del Real Patrimonio per riparare e provedere alle molte necessita che habbiamo di monittioni di guerra et altre necessita di questa Piazza (Licata) e tutti cinque ni sono ritornate senza risposte. Il Tribunale ni have ordinato di far tassa delle persone facultose o di imponere gabelle (http://www.treccani.it/vocabolario/gabella/) havendoci resposto le difficulta che habbiamo e dell’una e dell’altra per non esserci cosa in questa Città che non fosse aggravata di gabelle e per la grandissima poverta e miseria di questi populi…”

Ed ancora: “LICATA 23 APRILE 16 75. “LA CITTA’ DI LICATA VIENE FINALMENTE ASCOLTATA, MA E’ COSTRETTA A ELEMOSINARE FONDI E MUNIZIONI PER DIFENDERE LA CITTA’ DAGLI ATTACCHI FRANCESI”. “I Giurati (Amministratori) della Città di Licata, Francesco Scicolone, Giuseppe Serrovira e Giovan Battista Avila, comunicano al Tribunale del Real Patrimonio che grazie al reperimento della calce è stato possibile murare le porte della città tranne la Porta Grande (oggi non più esistente; si trovava tra l’edicola e il palazzo Navarra nei pressi del Palazzo di Città):
“…carriarsi la calce per murarsi le porte della Citta lasciando solamente la porta maggiore et un’altra di maggior commodo delli Populi et per il soccorso…”
comunicano anche che per quanto riguarda la polvere da sparo, la Città di Girgenti ha tentato di truffarli vendendogli polvere di scarsa qualità e umida per lucrarne sul peso:
“…e che per essere di mala qualità e troppo humida stimiamo maliziosamente fatta per pisare questo monittionero (addetto alle munizioni) non li ha voluto sin hoggi ricevere…”
per quanto riguarda le palle dell’artiglieria, dopo un bando, ne sono state donate un centinaio:
“… In quanto alle palle per l’artiglieria habbiamo buttato banno (abbiamo emesso bando) che ogni uno rivelasse quelle che ni tiene e ni habbiammo avuto un centinaro…”
Infine, per il reperimento di palle di piombo sono stati inviati dei bordonari (uomini dediti al trasporto) a Palermo per ottenerle con il permesso del Tribunale del Real Patrimonio:
“…Habbiamo mandati bordonari in Palermo a pigliare tre cantara(unità di misura) di palle di piombo havendoni scritto il Tribunal del Real Patrimonio che ni concedeva l’extrattione…”.

 

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