Emergenza rifiuti, Pullara: “Musumeci ha firmato l’ordinanza, si potrà tornare a conferire”

Rifiuti in via Borromini

“L’ordinanza del presidente della Regione Musumeci del 28 febbraio scorso, con la quale si disponeva di contenere, diminuendone l’afflusso, il conferimento presso la discarica di contrada Matarana di Siculiana, è stato un atto dovuto”.

A sostenerlo, intervenendo sull’emergenza rifiuti che sta interessando Licata ma non solo, è il deputato all’Ars Carmelo Pullara.

“La capacità produttiva dell’impianto di biostabilizzazione dell’immondizia di Siculiana, infatti, non è sufficiente, non riesce cioè a contenere il quantitativo di rifiuti di tutti i Comuni dell’agrigentino – aggiunge Pullara – Campobello, Ravanusa, Palma, Licata, Canicattì) a causa soprattutto della mancata attuazione della differenziata. Ecco perché siamo stati e siamo nuovamente sommersi dai rifiuti”.

Secondo Pullara sono “spiacevoli le strumentalizzazioni del problema da parte di chi, nostro malgrado, ha in qualche Comune perorato la causa della gestione “in house” dei rifiuti solidi urbani, scelta scellerata che ha aggravato ulteriormente una situazione già di difficile risoluzione, anche a livello regionale”.

“Oggi – conclude il deputato licatese – bisogna correre ai ripari e lavorare per il lungo termine: il presidente ieri sera ha inviato un’ordinanza, in deroga alla prima, con la quale potrà riconferirsi in discarica nelle more di attuare una programmazione alla quale tutti i Comuni dovranno adeguarsi: il fine sarò quello di lanciare la differenziata, ormai vitale per il rispristino della normalità, a garanzia della nostra stessa salute. Non si accettano pertanto lezioni di moralità e di buon costume da chi, accarezzando la giacchetta del precedente governo regionale e del presidente Crocetta in particolare e in qualche caso locale, oggi punta il dito contro chi, al contrario, ha cercato di cambiare una gestione “malata” da anni e sta continuando a lavorare per garantire un servizio basilare per la comunità della provincia, al di là degli “election day” e al di sopra dell’ormai vetusto concetto di “lavorare per l’ottenimento dei voti”.

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