“Discarica abusiva di amianto sotto un cavalcavia”, il sindaco ne ordina la rimozione

Discarica al porto

La polizia municipale di Licata, ed il dipartimento Territorio e Ambiente del Comune, hanno scoperto una discarica abusiva di amianto nella strada comunale Caterlippe, sotto un cavalcavia della statale 115.

Proprietari del fondo, secondo quanto reso noto dal Comune, sono l’Anas, il Demanio Regione Sicilia ed un privato. Oggi, nei confronti di questi ultimi, il sindaco Pino Galanti ha emesso un’ordinanza con la quale viene intimato di rimuovere i rifiuti pericolosi e di ripristinare lo stato dei luoghi.

“L’Anas, il Demanio Regione Sicilia – Ramo Acque ed un privato, sono i tre soggetti giuridici a carico dei quali il sindaco Giuseppe Galanti ha disposto di provvedere – scrive il Comune – a proprie cure e spese, entro il 15 Febbraio 2020, alla rimozione ed allo smaltimento di tutti i rifiuti abbandonati sui fondi di loro proprietà, ed al ripristino dello stato dei luoghi. Il provvedimento è stato emesso in applicazione dell’art. 50 – comma 4 – del Decreto legislativo 267 del 2000 e dell’art. 192 del Decreto Legislativo n° 152 del 2006, a seguito di sopralluogo effettuato da personale del Dipartimento Territorio ed Ambiente e del Comando di Polizia Municipale, dal quale è stato accertato che “nell’area sottostante il cavalcavia della Strada Statale 115, in corrispondenza della Strada comunale Caterlippe, su terreni di proprietà dell’Anas del suddetto demanio e di un privato, risultava abbandonata una notevole quantità di rifiuti, presumibilmente contenenti amianto”.

“I soggetti destinatari – conclude l’ente – del provvedimento, dovranno comunicare al Comune l’avvenuta esecuzione della rimozione e smaltimento dei rifiuti e del ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inosservanza dell’ordinanza da parte dei soggetti obbligati, si provvederà d’ufficio all’esecuzione degli interventi, con addebito e recupero delle spese sostenute, e presentata denuncia alla competente Autorità Giudiziaria, per il seguito di competenza, a carico dell’inadempiente”.

(Foto archivio) 

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