Covid, Pullara: “Nella seconda ondata di pandemia il governo ha dimostrato limiti”

Carmelo Pullara

“Lo dico da mesi apparendo isolato all’interno di una maggioranza colpevolmente silente, come spesso anche dell’opposizione: il governo della sanità nella seconda fase della pandemia ha dimostrato tutti i suoi limiti”.

Lo scrive, in un comunicato stampa, il deputato regionale Carmelo Pullara.

“La seconda ondata della pandemia – aggiunge Pullara – è arrivata prepotentemente e ha travolto stavolta anche la Sicilia come uno tsunami, ma si sapeva ed era prevedibile. Come dico da mesi, apparendo voce isolata, se avessimo posto in essere la programmazione prevista oltre quattro mesi fa, non ci saremmo fatti trovare impreparati. I dubbi sui dati reali dei posti letto, ultima criticità in ordine di tempo, non sono altro che la punta di un iceberg di un sistema al collasso anche per la necessità di rincorrere un recupero per il colpevole ritardo ormai irrecuperabile. Così come i sindaci che lamentano la mancanza di informazioni certe sui contagiati. Ho però la sensazione che si badi più all’aspetto mediatico che alla realtà, ma stiamo parlando di salute che tocca la carne viva”. 

“Sto riflettendo se Martedì – aggiunge Pullara – presenzierò in Commissione per l’audizione dell’assessore alla Salute Razza e il dirigente generale Mario La Rocca. Da mesi facciamo riunioni in commissione senza però alcun risultato, non solo non veniamo ascoltati sulle problematiche, men che meno su eventuali soluzioni che prospettiamo, ma soprattutto non riceviamo risposte. E poi mi chiedo queste riunioni al chiuso a che servono?! La gente vuole sapere, dobbiamo essere trasparenti ed uscire dal palazzo a costo di dire brutte verità. Inutile negare che il sistema è imploso. La responsabilità non è mai di uno solo ma di un complesso ed al contempo nessuno può chiamarsi fuori. Nello specifico dei posti letto ritengo sia doveroso attendere le risultanze della preannunciata ispezione del ministero della salute attraverso il NAS”. 

“A questo punto, serve – conclude il deputato regionale – un primo atto di responsabilità e maturità politica, chiedo quindi in primis al presidente dell’assemblea Miccichè e ai capigruppo di maggioranza ed opposizione di rinviare la discussione sulla sfiducia all’assessore Razza alla fine dell’emergenza pandemica, questo per non gettare nell’ulteriore incertezza la sanità. Non ne abbiamo bisogno. Non perché ritengo che dall’inizio dell’emergenza il suo operato, ma anche di ciò che ci sta attorno, sia esente da critiche che non ho lesinato, rimanendo voce isolata. Ma perché rimuovere un assessore in piena seconda ondata pandemica sarebbe un atto irresponsabile. Sarebbe come sostituire un generale nel pieno di una battaglia. Non possiamo permettercelo. All’assessore, nel frattempo a partire da subito,  non mancando, come testimoniano gli operatori sanitari e i cittadini, i motivi per criticare l’operato di questo governo in materia di emergenza sanitaria, lo invito ad assumere un atteggiamento diverso più umile e predisposto all’ascolto. Soprattutto verso coloro i quali lavorano per il bene comune. La sovraesposizione mediatica non serve, ma occorrono i fatti. Così come lo invito, al di là degli steccati politici, ad intraprendere azioni volte a concordare il da farsi. Faccio appello alla responsabilità da parte di tutti, Presidente, Assessore, parlamentari, burocrati. Mi aspetto una presa di posizione netta anche da parte del governatore Musumeci. Io, come ho sempre detto, resto nel perimetro del centro destra, ma non posso e non potrò, anche a costo di rimanere isolato, tacere di fronte alle storture. In tema di sanità e di fronte a questa emergenza nessuno può girarsi dall’altra parte. Come ho sempre detto occorre trasparenza e responsabilità da parte di tutti”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*