Convegno nazionale sull’ictus ischemico: da domani se ne discute nella due giorni di Agrigento

Giuseppe Caramanno

Il cardiologo interventista può essere determinante nel caso in cui una persona viene colpita da ictus ischemico acuto, considerato che può agire per disostruire velocemente l’arteria cerebrale.

Di questo, ed altro, si discuterà domani e dopodomani nel corso di un convegno in programma ad Agrigento.

Per Giuseppe Caramanno, primario della Cardiologia del San Giovanni di Dio di Agrigento “di fronte ad una persona paralizzata, che non parla, devastata dall’ictus, che riacquista la parola e le funzioni motorie dopo alcuni minuti dalla riapertura dell’arteria cerebrale, è quanto di più drammatico, straordinario e commovente che un medico possa mai vedere. Bisogna fare presto, sollecitando la collaborazione della Neurologia di Agrigento e quindi i decisori pubblici regionali, affinché affrontino tale problema in maniera semplice coinvolgendo le emodinamiche siciliane, che sono distribuite capillarmente su tutto il territorio a differenza delle neuroradiologie interventistiche, laddove non vi è nessuna possibilità di rivascolarizzazione meccanica degli ictus ischemici; altrimenti, mentre si continua a discutere, centinaia di pazienti saranno condannati alla morte e/o alla sedia a rotelle”.

 

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