Consiglio comunale di Licata, Vincenzo Graci e Gianni Morello sono i due nuovi consiglieri

Consiglio comunale

Voto unanime, dei 17 consiglieri comunali presenti, ai punti all’ordine del giorno proposti ieri sera dalla riunione del consiglio comunale di Licata, convocata dal presidente Giuseppe Russotto.

In avvio di seduta sono stati surrogati i consiglieri comunali che si erano  dimessi nei giorni scorsi, Baldo Augusto ed Andrea Carella. Il loro posto è stato preso, rispettivamente, da Vincenzo Graci e Gianni Morello. Entrambi hanno giurato ed hanno partecipato ai lavori consiliari.

Da Vincenzo Graci è arrivata una dichiarazione di sostegno all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pino Galanti. “Intendo rispettare – è stato il commento di Graci – il mandato ricevuto dagli elettori, considerato che ero candidato in una delle liste che sostenevano la candidatura del sindaco Galanti”.

Via libera dei consiglieri, all’unanimità, agli altri argomenti all’ordine del giorno. Uno di questi è la convenzione tra i Comuni di Ravanusa e Licata per condividere il segretario generale. La dottoressa Tartaglia, dunque, ora è ufficialmente il segretario del Comune di Licata, oltre che di quello di Ravanusa.

“Dopo l’approvazione della proposta relativa alla verifica e quantità delle aree, ai sensi del decreto legislativo n° 267/2000, quale atto propedeutico ai fini dell’approvazione del bilancio, il consiglio comunale – scrive il Comune -, sempre all’unanimità ha esaminato ed approvato tutte le deliberazioni relative al riconoscimento di debiti fuori bilancio posti all’ordine del giorno”.

A proposito dei debiti fuori bilancio, il sindaco Galanti e l’assessore ai Servizi Sociali, Violetta Callea, hanno preso la parola con riguardo alla questione relativa al monte ore per l’autonomia scolastica da garantire agli alunni diversamente abili.

“Abbiamo ribadito – è il commento dell’assessore Callea – che è nostra intenzione inviare una direttiva per far sì che gli uffici vengano in possesso per tempo dei dati dell’Asp relativi al monte ore dedicato all’assistenza all’autonomia. In questo modo sarà più semplice prevenire eventuali ricorsi da parte delle famiglie, che finiscano per generare dei debiti fuori bilancio”.

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