“Come finanziare una start up”, “lezione” di Massimiliano Gnoffo nell’azienda Chimera

Massimiliano Gnoffo

“Crowdfunding: come finanziare una start up?” è il tema dell’incontro che Massimiliano Gnoffo ha tenuto presso l’azienda Autodemolizioni Chimera che si trova tra Licata e Gela, in territorio di Butera.

Ecco il testo integrale della “lezione” tenuta da Gnoffo.

“La parola start up ormai è diventata di uso comune, chi fa impresa almeno una volta si è interfacciato con questo termine anglofono ma oggi la confusione è tanta.

Spesso si confonde la fase di start up a cui va incontro qualunque nuova azienda costituita (dall’innovativa all’agricola, dalla bottega sotto casa fino al nostro panettiere di fiducia) con l’aggettivo di start up. La fase di start up è essenzialmente quella fase che si identifica nei primi anni di vita dell’attività imprenditoriale dove vengono definiti i target aziendali e la sua organizzazione. La peculiarità delle aziende propriamente definite start up sta nella scalabilità (quindi aumento costante del fatturato negli anni) e nella ripetibilità del suo business. Possiamo quindi affermare che tutte le start up sono imprese ma non tutte le imprese sono start up.

Come tutte le imprese neo-costituite uno dei maggiori ostacoli che si deve affrontare è la reperibilità dei fondi necessari per avviare l’attività imprenditoriale. Spesso infatti per quanto le nuove imprese siano ben strutturate , i neo-imprenditori si vedono chiudere le porte dagli istituti bancari che non concedono loro i finanziamenti necessari visto l’elevato rischio d’impresa nei primi anni di vita (7 imprese su 10 non sopravvivono ai primi 5 anni di attività). Ma oggi le giovani aziende possono accedere ad un nuovo strumento chiamato crowdfunding.

Il crowdfunding consiste sostanzialmente in una raccolta fondi supportata da più individui o più aziende , che decidono di investire nell’idea del giovane imprenditore senza l’ausilio di particolari garanzie come accade invece nel classico finanziamento bancario.

Le principali forme di crowdfunding sono :

il Donation e Reward crowdfunding : gli investitori finanziano il progetto semplicemente perchè credono nel business che si sta lanciando a titolo totalmente gratuito (effettuando quindi una vera e propria donazione) oppure chiedono in cambio il prodotto/servizio stesso che si intende produrre (Reward).

Discorso diverso e più articolato se invece si parla di Lending Crowdfunding o Equity Crowdfunding: nel caso del Lending gli investitori si aspettano un ritorno del capitale maggiorato dagli interessi mentre nell’Equity crowdfunding, gli investitori finanziano il business acquistando delle quote e diventando dei veri e propri soci dell’azienda.

E’ per questo che si parla di Crowdinvesting, poiché risulta essere una forma di investimento parallelo a quello che può essere la classica sottoscrizione di titoli.

Kickstarter e Mamacrowd sono tra le piattaforme di crowdfunding che vantano oggi più progetti finanziati in Italia (regolamentati dalla CONSOB).

Affinchè la raccolta fondi risulti proficua bisogna predisporre un business plan efficace poiché verrà valutato in primis dalla piattaforma in modo tale che vengano rispettati determinati standard e in seguito dai futuri investitori. Nello specifico il business plan deve contenere una descrizione dettagliata dell’idea di business che si vuole lanciare, quali sono gli strumenti e le risorse (finanziarie, umane e strutturali) di cui l’azienda avrà bisogno sia in fase iniziale ma anche negli anni seguenti e soprattutto quali sono gli elementi critici e di successo del business stesso con ovviamente  una previsione in termini di ROI…

Non resta che predisporre il tutto nei minimi dettagli e avviare la vostra campagna di raccolta fondi. Buona impresa a tutti!”.

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