“Cinema Hoffmann”, pubblicato il nuovo libro dello scrittore licatese Antonino Tarlato Cipolla

Antonino Tarlato Cipolla

Si chiama “Cinema Hoffman” il nuovo libro del giovane scrittore licatese

Antonino Tarlato Cipolla, già autore di “Ricordi in Fumo”, con Statale11 nel 2010, nel 2011 della raccolta di poesie “Sogni Lucidi”, con Aletti e dello stesso anno l’ultima pubblicazione: “Viaggio di un errabondo autore e del dottore che lo accompagna”, con Albatros.

“Cinema Hoffman” è la prima collaborazione con Leone Editore, e non l’ultima, visto che è previsto un nuovo romanzo in uscita il prossimo anno.

“Il nuovo libro – commenta Antonino Tarlato Cipolla – è l’evoluzione degli esperimenti letterari precedenti, il tentativo più maturo di non-romanzo che abbia mai fatto. Volevo rappresentare le diverse età della vita attraverso i colori, le sensazioni e i desideri che le caratterizzano. Le ho divise per filone narrativo e tempo verbale, facendole intrecciare tra loro in una dimensione che – di fatto – dura pochi attimi”.

“Sarà una storia – ha aggiunto l’autore, comunicando che il libro sarà presentato a breve a Licata e successivamente in altre città – ambientata a Licata, con un registro molto vicino a quello che secondo me è il “giallo classico” italiano”.

Ecco la sinossi di “Cinema Hoffman”: “Il Manoscritto di Clint intreccia tre dimensioni: la base è costituita dalla figura dell’autore, bloccato in un istante lunghissimo su di una sedia. Da questa “piattaforma” si dipanano tre filoni principali: il racconto del “mondo reale” al quale l’autore è collegato, nel quale vive; un racconto con al centro un personaggio (che si chiamerà quasi sempre Arturo) che rappresenta una proiezione futura dell’autore stesso, e un altro “filone” che ne rappresenta la vecchiaia; la storia che vede come protagonisti i due ragazzini rappresenta le origini e l’adolescenza del ‘pensante’. Ogni filone narrativo è contraddistinto anche da un tempo verbale. Il tutto è inframezzato da piccole riflessioni, o estemporanee creazioni ludiche, finalizzate a sprigionare una serie di racconti che punteggiano l’intreccio principale. Il finale vede tutte queste dimensioni confluire nell’attimo del risveglio (nel tempo imperfetto, ma al condizionale) dall’immobilità dell’autore”.

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