Calogero Scrimali: “Il sindaco straparla, sarà la preoccupazione per la mozione di sfiducia?”

Calogero Scrimali

“Il sindaco straparla. Che sia il timore per l’arrivo della mozione di sfiducia”.

A scriverlo, in una nota diffusa nel pomeriggio, è Calogero Scrimali, presidente della commissione Bilancio del Comune, per replicare alle dichiarazioni che Angelo Cambiano ha fatto nei giorni scorsi, in occasione della conferenza stampa al Comune.

“Ai cittadini – aggiunge Scrimali – il sindaco continua a propinare le verità che a lui convengono, anche distorcendole a volte, come nel caso dell’affidamento del servizio riscossioni ad Engineering, perché in quel caso il servizio fu affidato nel novembre del 2012 ed io ero già un semplice cittadino da oltre sette mesi, perché mi ero dimesso nell’aprile di quello stesso anno, ma che importa tanto i cittadini non possono rammentare i fatti per filo e per segno. Accusa l’amministrazione comunale passata di aver inserito nel bilancio di entrata cinque milioni di euro per le occupazione delle abitazioni acquisite al patrimonio del Comune ed occupate sine titulo, ma non dice che ciò era un atto dovuto e non dice che anche la sua amministrazione lo sta facendo tuttora, anche se sbaglia addirittura l’iter per ottenerne l’incasso, col rischio che quei fondi saranno inesigibili”.

Secondo Scrimali “Cambiano si atteggia a comportamenti che inducono alla sua beatificazione, ma la sua condotta quotidiana è assimilabile al comportamento dei guastatori dell’esercito: attacchi a testa bassa contro tutti e contro tutto, soprattutto contro chi dissente dal suo operato e quando non ha argomenti per controbattere passa alle offese personali o al dileggio. Perché il sottoscritto viene assimilato ad un neo ministro dell’economia, dal sindaco? Perché da oltre due anni, da presidente della Commissione Consiliare alle Finanze ed al Bilancio gli rammentavo che stava per andare a sforare il Patto di Stabilità, come poi puntualmente si è verificato e lui continuava a negare che ciò potesse accadere, fino a qualche settimana prima dell’annuncio ufficiale. Tutto ciò ha causato un decurtamento tangibile, intorno al 30 per cento delle rimesse nazionali e regionali, il blocco delle stabilizzazioni dei precari e delle assunzioni ed altro”.

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