Mandorlati delle suore di Palma, la ricerca di una studentessa licatese finisce su Il Giornale del Cibo

I Biscotti Ricci di Palma

Il lavoro di ricerca sui Biscotti Ricci delle suore di Palma di Montechiaro, fatto da Angelica Augusto, studentessa di Licata della Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma, per l’esame di Storia della Pasticceria, finisce sul Il Giornale del Cibo, vera e propria bibbia dell’enogastronomia italiana.

Giulia Ubaldi, milanese, antropologa del cibo che scrive per diverse, importanti, testate nazionali legate al cibo e non solo, oggi ha pubblicato su Il Giornale del Cibo un articolo con il quale racconta la sua visita (di due anni fa nel corso di un soggiorno a Licata) al Monastero del Santissimo Rosario di Palma di Montechiaro. In occasione di quella visita, Giulia assaggiò i biscotti delle suore. Oggi, nell’articolo, racconta questo delizioso prodotto di pasticceria ed intervista Angelica Augusto, la studentessa licatese dell’Alma, che ha esaltato i Mandorlati in occasione dell’esame che ha sostenuto il 29 novembre dello scorso anno.   

“Per l’esame di Storia della Pasticceria all’Alma – ha dichiarato Angelica Augusto a Giulia Ubaldi – ho voluto trattare i Biscotti Ricci delle suore del convento di Palma di Montechiaro, spinta dalla voglia non solo di far conoscere un prodotto della tradizione pasticcera siciliana, ma anche per contribuire alla salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio spirituale e materiale troppo spesso sottovalutato”.

Nell’articolo Giulia Ubaldi riporta, brevemente, la storia dei Mandorlati, che risalgono al 1.600 quando venivano preparati dalla religiose per ricevere il Duca Santo nel monastero, e come da allora la produzione a cura delle suore non si sia mai fermata. Dolci (anche se la ricetta originale rimane segreta) che adesso vengono preparati anche dalla pasticcerie di Palma di Montechiaro e rappresentano un gustosissimo biglietto da visita per la Città del Gattopardo.

Gattopardo al quale, lo ricordiamo, Dolce e Gabbana hanno dedicato, il 4 luglio dello scorso anno, uno straordinario evento a Palma di Montechiaro.

“I mandorlati – scrive Giulia Ubaldi nel suo articolo – sono delicati e profumati, con una crosta croccante e un cuore morbido, perfetti anche per celiaci e intolleranti al lattosio. Palma di Montechiaro è uno dei pochi luoghi dove ancora oggi sono le suore a preparare i dolci monacali”.

“Purtroppo – ha dichiarato Angelica Augusto a Giulia Ubaldi – i monasteri, con il trascorrere degli anni, si sono via via svuotati. Le religiose sono sempre meno, e il rischio di perdere uno straordinario bagaglio di conoscenza in cucina è concreto. L’ingrediente principale del biscotto riccio – scrive ancora Giulia Ubaldi riportando la dichiarazione della studentessa licatese – sono le mandorle Girgenti-Palma, insieme di varietà presenti nel territorio compreso tra Palma e Agrigento. Le “mennule” (nome delle mandorle in siciliano) sono tritate tramite uno strumento simile ai moderni tritacarne, appositamente fabbricato da un artigiano di Palma di Montechiaro per le suore del Monastero. Il risultato è una farina di mandorle con granulometria abbastanza spessa, che apporterà una buona consistenza e masticazione al prodotto”.

Ed ecco come Giulia Ubaldi conclude l’articolo: “Allora vi abbiamo fatto venire voglia di andare a Palma di Montechiaro a prendere i biscotti dalle monache e a respirare un po’ dell’atmosfera del Gattopardo?

(Nelle due foto sotto, Angelica Augusto)

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