Fa l’avvocato a Roma, gioca a tennis, è amico di Zeman, Gioacchino Amato: “Licata può rialzarsi”

Gioacchino Amato e Zeman

Gioacchino Amato, lavora per “Deloitte”, colosso mondiale di consulenza e revisione, e giocava a tennis con Zeman e Peppino Tirri.

E’ Gioacchino Amato, il protagonista di questa settimana, uscita numero due di una rubrica che trova il consenso più importante: il vostro. Grazie per la bontà nel leggerla.

Gioacchino Amato, 44 anni, professione avvocato con un passato da “vera polisportiva”, tante le attività. Vive a Roma dal 1993, ha sposato una veneziana ma le sue estati sono rigorosamente a Licata.

“I miei figli adorano Licata, per loro rappresenta il relax ed il mare, sono fiero della mia città e ne parlo sempre”.

Si forma al liceo “Linares”, al tempo non esistevano gli Istituti d’Istruzione Superiore con 128 plessi, e tremila indirizzi. Esistevano il Liceo, la Ragioneria, il Geometra ed il Professionale. Se volevi andare al Magistrale viaggiavi per Ravanusa, se amavi i numeri dello Scientifico c’era Palma di Montechiaro.

Gioacchino raccontaci di te, e di come sei andato via

Ho vissuto fino alla maturità a Licata, fino al 1993, furono anni incredibili. Licata era un cuore pulsante. Ero un ragazzo con parecchi interessi, amavo lo sport ed il giornalismo.

 

Sei stato anche nostro collega(giornalista)

Vostro collega(ride), ho partecipato attivamente ad alcune trasmissioni di Tele Video Faro, andando anche in onda col telegiornale. Esperienza unica. Mi ricordo di un’intervista a Marco Masini, in concerto a Licata, era il cantante del momento. A Licata arrivavano i migliori in quegli anni.

 

Hai fatto sport, e ti sei occupato di calcio

Si, con il Licata in serie C. Ho conosciuto da vicino Zeman, ho fatto i Pulcini due anni con lui. Veniva molte estati nella nostra casa di villeggiatura e giocavamo anche a tennis. Mi ricordo le chiacchierate con papà.

 

Il papà di Gioacchino, alla Camera dei Deputati per due mandati. Quanto ti ha influenzato essere suo figlio?

Io ero già a Roma al momento della sua elezione, papà si sentiva sempre un medico non un politico. Di fatti, anche durante il mandato, mantenne il rapporto con i suoi pazienti. Rimane principalmente ginecologo, appassionato di politica.

 

A Licata era vicino a Giovanni Saito?

Si, sostenne la candidatura di Saito, per me l’ultimo grande sindaco di Licata.

Politica, calcio ma anche racchetta?

Si, amo il tennis, al Villaggio dei Fiori si giocavano i tornei, venivano a vederli tante persone. Giocavamo con Pippo Cellura ed il figlio, Angelo Biondi e Peppino Tirri, oggi importante procuratore sportivo.

 

I tuoi genitori, volevano linciarti quando ha lasciato il posto fisso

 

Si, assolutamente, ho lavorato dieci anni in Consob poi ho mollato per la libera professione, oggi sono avvocato, mi occupo di società quotate, mondo bancario e finanza. Lavoro per Deloitte, azienda di servizi e consulenza e revisione, la prima nel mondo in termini di ricavi e numero di professionisti. Se ci credi, ci riesci. Serve individuare la fetta di mercato in cui muoversi.

 

Cosa ti manca di Licata?

Tutto, è la mia città. In realtà sono nato in Toscana ma cresciuto a Licata, sono licatese puro sangue. Sono legatissimo alla mia terra, le radici sono tutto. Vorrei che Licata capisse certi aspetti

 

Cioè? Cosa intendi

 

Ad esempio, vedete l’agricoltura, per esempio. Serve consorziarsi, mettersi insieme per avere potere contrattuale. Se vai in una grossa catena di supermercati per offrire il tuo prodotto, da solo vali zero, ma se rappresenti cento, duecento coltivatori, cominci a sederti nei tavoli che contano. Un tempo con due ettari di arance ci mantenevi un figlio agli studi, oggi fai la fame. Il mondo è cambiato. Licata deve essere protagonista del cambiamento, non farsi schiacciare.

La città è a terra per questo?

Ma sai, anche e non solo. E’ tutto un modo di pensare che dovrebbe mutare, troppa teoria gattopardiana, conservare le cose come stanno, spesso non va bene.

 

Puo’ rialzarsi la città?

Certo che si, serve unione però, tra tutte le componenti. La classe politica è solo il riflesso della società

 

Ringraziamo Gioacchino Amato per la disponibilità. Questa è una rubrica per chi vive lontano ma ama sempre e comunque la sua Licata. Raccontaci, la tua storia se vuoi, scrivi in redazione. Del resto l’amore di molti licatesi per la città, è come il suo mare. Infinito.

 

Vincenzo Montana

1 Comment

  1. È confortante sapere che nonostante il declino, che sembra inarrestabile, della nostra città, alcuni dei suoi figli si facciano onore in giro per l’Italia e per l’Europa. Gioacchino è uno di questi. Unico rimpianto è averli lontani e non poter beneficiare appieno delle loro intelligenze e dei loro saperi. E penso a Roberta, Fabio, Angelo…
    In bocca al lupo, ragazzi!

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