Accoglienza e integrazione, un gran bell’esempio è arrivato ieri da Santa Sofia Licata e Figc

Progetto Rete

Un grande esempio di accoglienza e di integrazione, è arrivato ieri dalla scuola calcio della Santa Sofia Licata e dalla Figc.

Nella trazzera Piazza Armerina, sede dell’impianto sportivo della Santa Sofia Licata, sono arrivati i ragazzi dello Sprar di Palma di Montechiaro. Giovanissimi africani che in Italia sono arrivati con i barconi, alla ricerca di una vita migliore, ed intendono integrarsi.

A favorire l’integrazione è il progetto “Rete”, lanciato dall’Uefa sei anni fa, e che in Sicilia la Figc porta avanti con il responsabile regionale Franco Nucatola, e Carmelo Mirabile, allenatore di riferimento regionale dello stesso progetto.

“Almeno 20 ragazzi extracomunitari – si legge sulla pagina Facebook della Santa Sofia Licata – dello Sprar di Palma di Montechiaro hanno disputato, insieme ai nostri, delle gare nel primo pomeriggio. Una gran bella giornata di sport, amicizia e fratellanza. Al progetto, con la supervisione di Stefano Valenti, coordinatore regionale del settore Giovanile Scolastico, hanno aderito ben 15 Sprar siciliani, e gli interventi vengono posti in essere in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con l’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia”.

Ad accogliere i ragazzi sono stati Antonio Mulè, direttore della scuola calcio Santa Sofia Licata e Giacomo Sabini che, insieme ad Ignazio Valenti, è l’allenatore del progetto “Rete” per la provincia di Agrigento.

“Siamo felici – conclude la Santa Sofia Licata – di avere ospitato questi giovanissimi atleti e di avere dato ai nostri ragazzi un’occasione per accoglierli e farli sentire loro fratelli”.

(Foto Santa Sofia Licata FB) 

 

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